30 giugno 2009

ALLA SALUTE! DI STÉPHANE MALLARMÉ (RIELABORAZIONE DI ANTONIO RAGONE)

“Salut” (titolo originale dell’opera) può rappresentare un brindisi declamato in versi, alzando un bicchiere come in un banchetto letterario. Il simbolismo francese, di cui Stéphane Mallarmé (Parigi, 1842 – Valvins, 1898) fu uno dei massimi rappresentanti, necessita quindi di una decodifica dei codici interni racchiusi in ogni verso, in ogni scena. La metafora, quella principale, del banchetto poetico, d’un brindisi in piedi insieme a diversi amici (poeti e letterati), elevato su una nave in un mare in tempesta che si riallaccia alla metafora della navigazione, del viaggio, la “schiuma” indica la leggera schiumosità del vino, il “fragore” costruisce le immagini delle sirene che si inabissano a capo riverso, sollevando schizzi, la “poppa” il posto d’onore del convito, l’ “oscillazione” è l’entusiasmo dell’ebbrezza alcoolica. Quindi questa poesia va decodificata come metafora della navigazione. Salut non è più l’augurio d'un brindisi ma rappresenta la salvezza dalle tempeste marine, dove il candore schiumoso che la chiglia produce nell’acqua solcandola lascia il segno di un passaggio, una traccia che rimane indietro causando l’effetto bianco della scia marina.

ALLA SALUTE!

Nulla è questa schiuma se non qual vergine verso
a mostrar questo triste boccale;
a tal guisa, lontano, sul mare fragoroso, di sirene
una schiera s’immerge, o si sconvolge.

Navighiamo, oh miei diversi
amici, io già fin d’ora sulla poppa
e voi sulla fastosa prora che taglia
di fulmini e d’inverni il fiotto.

Un’affascinante ebbrezza e oscura mi preme
senza ch’io tema il suo ondeggiare
elevando ardito questo brindisi.

Solitudine, scoglio, stella,
a ciò che forse valse
la bianca inquietudine del nostro veliero.

(da Stéphane Mallarmé: “Poésies”)


Rielaborazione di Antonio Ragone



Da "L'isola nascosta" Ed. Akkuaria 2007

3 commenti:

  1. Davvero eccezionale, sia l'elaborazione che l'analisi poetica, complimenti.

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  2. La traduzione proposta è davvero singolare.
    Alcune interpretazioni sono talmente diverse da quelle generalmente accettate da modificarne quasi il senso complessivo....

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  3. Grazie Luca.
    Forse è perché io credo d'essere un poeta, non un traduttore che fa bene il suo mestiere. Il poeta invece legge la poesia in originale e in un certio senso la fa sua, cercando comunque di non sconvolgere il siginificato originale, certamente ci mette in più qualcosa di suo. Abbiamo un illustre precedente "IMITAZIONE" tradotta dal francese di Leoparsi, al quale in alcu modo, sia chiaro, io posso né voglio accostarmi.
    Grazie per l'attenzione.

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