10 luglio 2009

EDOARDO CILLARI, MIO CARISSIMO AMICO, SI DESCRIVE.


Partendo dal presupposto che è sempre cosa difficile, per non dire ingrata, scrivere qualcosa di interessante su se stessi, beh, eccomi qui: sono Edoardo, ho 45 anni, vengo da Salerno e, come particolarità… ultradecennale della mia personalità… parlo serbo-croato e sono “innamorato” dei Paesi della ex Jugoslavia. Ogniqualvolta si viene a scoprire questa mia passione, immancabili sono le domande che mi vengono rivolte: da quando sei “contagiato” da questa passione? Come mai proprio la ex-Jugoslavia? Come mai proprio la lingua serbo-croata? Devo dire che quando ho provato a rispondere ho sempre visto negli occhi dell’interlocutore un moto di incredulità, quasi che quello che avevo appena riferito risultasse inverosimile da credere…ma tant’è, è andata proprio come sto per raccontare: dunque, nel lontano 1976, in epoca di riforma RAI e di liberalizzazione dell’etere, cominciarono a vedersi nella mia città anche le TV “estere”, e tra queste Capodistria, che, di regola, trasmetteva notiziari e partite di calcio e pallacanestro della ex Jugoslavia...non c’è bisogno di dire che, specie il sabato pomeriggio, ero letteralmente incollato al video; quei nomi di sportivi, le località da dove venivano trasmesse le partite, le divagazioni dei telecronisti avevano su di me un fascino magnetico... per farla breve, incominciai ad interessarmi alla Jugoslavia (allora ancora unita) non solo dal punto di vista sportivo, ma anche, se non soprattutto, da quello linguistico e culturale, e più mi addentravo nella materia, più la mia passione aumentava... la ricerca (per quanto limitata nel tempo e nelle possibilità, dovevo pure studiare per il liceo, all’epoca…) si arricchiva via via di aspetti che non avrei mai pensato di dover prendere in considerazione, come quello culinario, quello architettonico, la particolare organizzazione politico-sociale della Jugoslavia, paese faro del movimento dei non allineati etc, ma era la lingua che parlavano i ¾ della popolazione (perché in Slovenia si parlava, e si parla, sloveno ed in Macedonia il macedone) che divenne il fulcro del mio interesse. Dovettero passare alcuni anni e poi, nel 1985, coi francescani di Salerno, per la prima volta feci un viaggio in quelle terre... andai a Medjugorie, in Bosnia Erzegovina, e non persi l’occasione di comprarmi i vocabolari, riviste sportive (cui mi abbonai prontamente) e così, con qualche anno di studio… matto e disperatissimo, per parafrasare il Leopardi (più matto, se ci penso bene...), ed alcuni viaggi (in Serbia, a Belgrado e Novi Sad, e in Croazia, a Zagabria e Spalato, in Bosnia a Sarajevo, in Erzegovina a Mostar) sono riuscito a raggiungere una più che discreta (a detta delle tantissime persone madrelingua con cui ho conversato, ovviamente) conoscenza della lingua, e sono diventato traduttore- interprete di serbo-croato di professione, presso il Tribunale e la Camera di Commercio della mia città. Nel frattempo, come tutti saprete, la Jugoslavia unita si è sfaldata, ed ora sono sorte tante Repubbliche, ma ciò non ha scalfito il mio amore ed il mio interesse sincero per quelle terre. Con particolare soddisfazione, l’anno scorso, ho raccolto l’invito della pianista e poetessa Ivana Marija Vidovic e mi sono recato a Dubrovnik e Cavtat per il post festum dell’Epidaurus Festival: non ero mai stato in quei luoghi croati che, a ragione, sono considerati la perla dell’Adriatico, e devo dire che si è trattato di un viaggio bellissimo, non solo per la bellezza dei luoghi che abbiamo visitato, ma anche per il fatto di aver conosciuto, proprio in questa circostanza, tra gli altri, Antonio e sua moglie Anna, con i quali si è stabilito subito un feeling che ha reso particolarmente fruttuosa, sotto tutti i punti di vista, la trasferta croata. Potrei dilungarmi oltre, parlare del mare cristallino di Croazia che orla splendide cittadine dall’inequivocabile impronta veneziana, (e Dubrovnik, in questo, è la perla insuperabile) della Sarajevo in cui, nella stessa via, è possibile vedere ed ammirare monumenti, moschee e chiese delle più diverse confessioni che testimoniano la variegatezza culturale e religiosa di questa splendida città, del rigoglio meraviglioso della pianura immensa che si trova nella Vojvodina serba, vero e proprio granaio dell’Europa sud orientale, della Belgrado cosmopolita che è stata e a mio parere è ancora il vero fulcro strategico di quest’area di Europa. Ma non sarei capace di dire di più e meglio delle note che si trovano in una qualsiasi guida turistica: il mio consiglio è andare in queste terre, viverne la vivacità, godere dei più vari sapori genuini della cucina del posto, ammirare i molteplici elementi architettonici che queste terre offrono e fare amicizia con la gente del luogo, magari non sarete tentati, come è successo per il sottoscritto, ad imparare la lingua, e vi capisco benissimo, ma vi garantisco che è un’esperienza che segna nel profondo è che vale la pena vivere. Se mai poi doveste aver bisogno di un interprete e/o traduttore, beh, sapete a chi rivolgervi, no?

(Edoardo Cillari)


Edo Cillari è un ottimo interprete e traduttore di lingua serbo-croata, ha tradotto in italiano le poesie di Ivana Marija Vidovic, e, in collaborazione con Ivana Marija Vidovic e Bojana Bratic, ha tradotto in croato per il post festum dell'Epidaurus Festival di Dubrovnik-Cavtat, molte nostre poesie. Per contatti con Edoardo Cillari, scrivere all'e-mail di questo blog. (Antonio Ragone)

3 commenti:

  1. chissà chi sarà l'autore:-))))))....un pò difficile da tradurre, ma mi ci sono voluto provare lo stesso...spero piaccia anche a te...non la versione
    italiana...quella MI SA CHE DOVREBBE piacerti:-)))))), ma la mia versione croata.....a presto risentirci! Edo

    LA TORRE MISTERIOSA

    Andando su per l’ansimante salita di queste scale
    antiche di collina, dove l’odore del mosto è già passato,
    sento già l’affannoso fiato
    dell’amato inverno. Ancora un nuovo inverno
    darà ai miei giorni l’erba gelida
    nell’alba, le dense nubi prossime alla pioggia.
    E’ questa l’ora tarda dell’anno,
    questa mia ora, degli oscuri silenzi,
    fissi, nell’inalterabile profondità della vita.
    E sulle mie coste lontane, irraggiungibili, certo i marosi
    flagelleranno ancora la torre misteriosa,
    baluardo antico contro i saraceni.


    Tajanstveni toranj

    Uspinjući se ovim,starim, brijegovitim stubama,
    gdje opojnog mirisa mošta
    više nema,
    osjećam već zadihani lahor
    voljene zime.
    Još jedna zima,nova,
    darovat će mojim danima
    ledenu travu u zori,
    i guste oblake, nagovještaj kiše.
    Duboko je, ovo godišnje doba,
    dragi moj period mračnih tišina,
    vječnih u nepromjenljivoj dubini života.
    A gle, duž dalekih mojih obala, nedostižni,
    još jednom će veliki valovi šibati,
    zacijelo,
    tajanstveni toranj,
    drevni bedem protiv Saracena.

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  2. Carissimo Edo, sempre commossa per il tuo amore per la mia terra, mi ricordo con grande piacere delle giornate passate insieme a Cavtat e delle tue sempre ottime traduzioni. Boba.

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