18 luglio 2009

ONDADIGRANO

È stato con intenso piacere che ho chiesto alla mia carissima amica, sensibile poetessa, che si firma con il delicato e significativo pseudonimo Ondadigrano, di collaborare al mio blog che si interessa dell’arte discreta e vigorosa della Poesia. Di lei parla se stessa, e non vi è opportunità d’aggiungere altro.
Solo grazie. (Antonio Ragone)


Nel nick che ho scelto, la mia anima, l’amore per la natura, per tutto quello che c’è di più autentico, vero, essenziale: dentro e fuori di noi. Ho radici contadine, e ogni anno, vedere nei campi il grano maturo, è come assistere al rinnovarsi di un miracolo che apre il cuore. Ed è un tornare indietro in un tempo senza tempo, allo stupore, alla gratitudine di chi vedeva nelle messi il divino. Dalla natura al mito , mi interesso di miti, simboli, religioni e culture antiche, alla ricerca del sacro femminile e del sacro in genere come valori irrinunciabili in questo momento storico così tormentato. Laureata in filosofia, mi sono occupata di didattica museale e ho insegnato lettere nella scuola media.
Ho accettato con piacere la proposta di Antonio, di collaborare al suo blog. Ci siamo conosciuti infatti in occasione di una manifestazione in cui entrambi presentavamo le nostre poesie.
Nell’accettare mi sono anche posta questa domanda: cos’è per me la poesia? Finora ho sempre scritto per me, in momenti particolari, intensi, in cui qualcosa irrompe da dentro, vuole uscire. Parole che a rileggere in seguito sono tue nel profondo, ma non sembrano neanche scritte da te. Poi un bel giorno ho deciso di inviare alcuni scritti ad un concorso… e voilà… sono stati apprezzati. Cos’è dunque per me la poesia? Sicuramente è dare voce ad uno spazio intenso e profondo, o ritrovare nelle parole altrui il mio spazio, ma la domanda che spesso mi pongo, è quanto questa espressione può dare all’esterno, insomma non si rischia l’autoreferenzialità?
Ecco, da questo spazio mi piacerebbe quindi anche suscitare uno scambio di idee, commenti, riflessioni.
Attendo, e propongo una mia poesia scritta in un periodo “cocente” della mia vita, quando si azzera e bisogna ripartire facendo tesoro di tutto quanto possiamo disporre.

PROFUMI DEL TEMPO/PROFUMI DELL'ANIMA

Nelle strade di sera
Il vento di maggio
Porta
Gli odori del tempo

Silenziosi attraversano le stagioni
Della mia vita

Come gocce di pioggia
Riflettono
Il colore
Dell'attesa
Della gioia
Del dolore feroce
Della calma serena.

Li sento
Arcobaleno del cuore
In questa
Ignota stagione


(Maggio 2003)
La poesia è stata pubblicata dall’editore Akkuaria nell’antologia del premio letterario “I veli della luna”.

Ondadigrano

1 commento:

  1. Intensa è la tua poesia, da quello che ho letto su questo sito, essa nasce dal profondo delle nostre esperienze di vita che hanno conosciuto anche momenti "cocenti" di silenziose sofferenze. Ecco, cos'è la poesia?. E' esprimere questa nostra realtà, spesso intima e personale, sublimandola con l'arte propria dei poeti, cioè con l'intensità dei versi scaturiti non dalla mente, ma dall'animo, versi maturati all'ombra delle nostre "stagioni". Molto bella, complimenti!

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