21 settembre 2009

ADRIANA PASSARI (ondadigrano) Quando il camminare... non è solo metafora, ma occasione di completezza...



Anabasi


Un passo e poi un altro e un altro ancora.

Al ritmo silenzioso dell'anima

Mentre si snoda la strada è il gomitolo del cuore che comincia a dipanarsi
l'alternarsi dei piedi si fonde con un dentro - fuori un oggi - ieri, un io un tu…
un io che si guarda allo specchio.

Nel silenzio si sollevano i piedi e i ricordi.
Le emozioni di ieri si saldano all'oggi.

Passato e presente diventano cerchio, completezza dell'essere.
Non solo come individui: c'è una completezza, una totalità ancora più vasta che si risveglia e si ricompone nel camminare a piedi nella natura.
E' lo scoprire il nostro essere vibrare con gli alberi, l'acqua di un torrente, l'azzurro del cielo, le forme di una nuvola.
Soli e interi, ma interi perché parte di un tutto.
E anche la memoria della nostra cultura, del nostro essere storia/cultura
risuona in modo nuovo e diverso: è da dentro che si colgono i significati più profondi delle parole ereditate da chi ci ha preceduto, nella nostra e in altre culture.
Da Lucrezio, a Ovidio, ai Celti, agli Indiani d'America, solo per citare a caso….
E cambia il modo di guardare.
Le immagini diventano forme, suoni, colori, spazi che fluiscono in noi, come collegati da un cordone energetico.
Non è più solo vedere o ascoltare, ma Essere.
Sentirsi nella totalità.

(Pubblicata da Akkuaria)

2 commenti:

  1. Non non siamo che parte dell'interezza che ci circonda. E' un tema profondo e inconfutabile al quale vogliamo spero forse incosciamente sfuggire. Quando "camminiamo" vediamo gli animali pascolare, gli alberi d'intorno, i fiumi scorrere, il mare bagnare le coste. L'uomo non è avulso, ma è parte di questa interezza. Grazie, bella e intensa, suggestiva l'immagine del cammino, letterario il riferimento a Senofonte.

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  2. Tu dici che vogliamo sfuggire?Anche magari incosciamente? Non ci avevo mai pensato....l'avevo visto più come una conquista, come punto di arrivo, ma sicuramente il nostro tempo e la nostra società ci spingono a questa specie di fuga...la velocità con cui consumiamo sicuramente non ci fa cogliere i legami...e questa tua riflessione mi riporta anche alle parole della Merini...il Tutto, il Tà panta, come lo chiama qualcuno,è anche la connessione con la società...le idee che ci circondano...grazie per il tuo spunto
    adriana

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