6 novembre 2009

EDOARDO CILLARI: MOMENTI DI RIFLESSIONE

L’alluvione del 1954, bellissimo l’intervento di Antonio, poesia da brividi. Ricordo che, a casa, quando la mia era una famiglia numerosa, mi parlavano spesso dell'evento, e non potevo non volare con la fantasia per cercare anche solo di percepire come maestoso e terribile possa essere stata la furia della natura, che rende l'uomo piccolo piccolo. Poi le varie tragedie di ordine idrogeologico, ultima quella di Messina, mi hanno fatto anche capire che, alla furia incontrollabile di madre natura, spesso anche l'uomo, come successe a Bracigliano e Sarno nel 1998, ci mette del suo, ed allora allo sgomento si assomma la rabbia, e sembrano anche un po’ sterili i discorsi del tipo "quando mai l'uomo imparerà che..." e un florilegio di bla bla bla… mi viene da pensare che se l'uomo non ha realmente imparato niente da Auschwitz e da Hiroshima, ben difficilmente imparerà dalle alluvioni.
E qui appare funzionale e suggestivo legare questa mia riflessione a quella di Adriana quando afferma, a commento del delicato e bellissimo brano
“Luci di Gubbio” che è “nei momenti di crisi che ci spogliamo degli orpelli e l’essenza si impone”. Verissimo e profondo. Fino a toccare la propria “essenza”.
La vita è militanza, nei tempi antichi c'era l'immagine del cristiano "miles" che, aggrappandosi alla speranza che non tutto sarebbe finito in questa vita, grazie al sacrificio di Gesù Cristo, portava avanti la sua militanza con tutte le implicazioni, sofferenze, delusioni, catastrofi naturali, torti, ingiustizie, che essa comportava, conscio pure della testimonianza del Figlio di Dio, cui il Padre non aveva risparmiato nulla, ma che si stagliava al centro dei tempi affermando che la Morte, con le sue orrende conseguenze, ma col pensiero fisso al "non prevalebunt", non avrebbe avuto l'ultima parola. Rivoluzione delle rivoluzioni.

1 commento:

  1. ....rivoluzione delle rivoluzioni....già....a volte se ci soffermiamo sull'etimo delle parole ne scorgiamo il significato più profondo e pregnante. Se riflettiamo un attimo su quello che il messaggio di Francesco,o anche di altre religioni, o i "Saggi" ci hanno tramandato, scopriamo che il nostro cammino più profondo e quindi la nostra vera evoluzione, o "rivoluzione" è un ritorno...alla semplicità, alla purezza, all'essenza....come se la violenza, il potere, il negativo,l'avere...non siano che momenti, ombre che non ci appartengono, perchè noi in realtà siamo Altro...
    l'amore, il non attaccamento, la com-passione, il vivere come parti di un tutto è il denominatore comune, che veramente sarebbe la più grande delle rivoluzioni...bellissima e significativa la foto.
    adriana

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