8 dicembre 2009

ANTONIO RAGONE: RIFLETTENDO SULLA RIVA DEL MARE

Nella mia vita ho spesso passeggiato lungo la riva del mare raccogliendo gusci di conchiglie per sentirci la profonda voce degli abissi marini, ramoscelli spenti e rifiuti là collocati dalle onde quasi a ricordarci l’intera umanità, i suoi sofferti giorni e le sparute gioie. È lì, che facendo cadere dalle mie mani al vento i piccoli granelli di sabbia, ho scoperto che l’uomo non invecchia mai se conserva in sé la semplicità delle cose. Così, passeggiando lungo la battigia, dopo un notturno uragano, possiamo trovarci dentro le nostre riflessioni, ad ogni passo un pensiero ove rintracciare la perduta serenità e finalmente noi stessi. E poi fermarci all’improvviso davanti a due gabbiani senza più vita posati sulla rena bagnata. I pescatori mi raccontavano sempre che le coppie di questi uccelli marini non volano mai soli fino all’ultimo giorno quando s’accasciano sulla proda salmastra per morirvi insieme.

1 commento:

  1. Bella questa tua riflessione in riva al mare,e tenerissima è l'immagine dei due gabbiani che insieme vanno a morire sulla spiaggia.

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