15 maggio 2010

ANTONIO RAGONE: UNA LEGGENDA DEI "DUE FRATELLI" DI VIETRI SUL MARE.


Sulla riva del mare di Vietri sul mare due fratelli pastori pascolavano e custodivano il loro gregge. Sulle onde del mare apparve la sublime bellezza d’una fanciulla marina, che io chiamerei Poesia: ella si lasciava dolcemente cullare suggestivamente e quietamente dalle onde del mare della vita.
Improvvisamente il mare mutò d’umore e divenne insofferente ed agitato, le sue onde si sollevarono  minacciose travolgendo l’incantevole fanciulla. I due fratelli, con istintuale passione, si gettarono tra i marosi per salvarla, le loro pecore li seguirono premurosamente.
Il mare, come spesso accade, non ebbe pietà, tutti finirono travolti dalla furia dei cavalloni e annegarono nel vano tentativo di salvare la bellezza.
Poseidone, il mitologico dio del mare, non riuscì a placare la bufera marina.
S’addolorò per il loro coraggio e la loro passione trasfigurandoli in due superbi scogli, da allora sempre chiamati “I due Fratelli”. Le piccole rocce d’intorno sono le “pecorelle”.


I MIEI TEMPLI

Ho rivisitato i templi del passato
alti maestosi e fieri
d’essere ancora qui nei miei pensieri:

il luogo autunnale che m’accolse
la pietrosa scogliera che mi crebbe
alla vista delle due rocce affioranti

dei due fratelli, i temporali marini
simili ai miei nascosti pianti
l’agave il carrubo il fichidindia   *
l’orizzonte misterioso e seducente

l’incompiuto porto di quegli anni miei
il rustico viale dei primitivi giochi
il lavatoio e gli anni stesi al sole
il paiolo per scaldare l’acqua
sulla brace del camino nell’inverno

le piogge ove sostavo per bagnarmi
lieto del loro dolce battito, unito
al palpito impaziente del mio cuore
così il tempo silenzioso procedeva
fin dove adesso senza rovine io scrivo
con la mia mano matura la mia vita.


* Ho scritto la poesia “I miei templi” nel 2010 in un impeto d’intensa emozione. Quando l’ho riletta, mi sono soffermato al verso 9) e lì ho molto riflettuto. In originale era: “l’agave il carrubo il ficodindia”. So bene che il singolare di questa pianta delle cactacee è “ficodindia”, ma  mi sono accorto che il verso, pur volendolo tutto al singolare, oltre che spezzare il ritmo del percorso poetico, non rendeva appieno il senso di ciò che volevo descrivere, e soprattutto “il ficodindia” non mi restituiva il risultato desiderato, l’effetto dell’ampia carnosità di queste piante appiccicate, quasi abbracciate l’una all’altra, che invece mi si manifestava solo al plurale (fichidindia). Allora, il dubbio era: portare tutto al plurale “le agavi i carrubi i fichidindia” (ma non andava bene, m’appariva pleonastico e fuori contesto) oppure lasciare il ficodindia, che tuttavia non soddisfaceva l’esigenza che in me avvertivo. Ho sciolto il dubbio ricorrendo ad una piccola ma incisiva “licenza poetica”, (quell’artifìzio letterario cui si fa ricorso per rendere più funzionale un componimento poetico) con:
“l’agave il carrubo il fichidindia”.
Antonio Ragone
(Da " I passi sul sentiero sconosciuto - verso marine sponde -" II Edizione - Giovane Holden Edizioni 2010; poi in "Riverberi vietresi" Edizioni Akkuaria 2012).

4 commenti:

  1. Molto bella e suggestiva questa leggenda!
    E la tua Poesia, dove descrivi i ricchi contorni della tua vita.....
    Mi piace! sembra che Vietri sia "seconda culla" testimone d'ogni seguito nella tua vita.
    Grazie.

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  2. Mariaconcetta Lo Re12 giugno 2012 16:25

    Versi che sono immagini.
    Raccontano il mare e la gamma infinita dei suoi azzurri, il cielo e il gioco inesauribile della sua luce, i bagliori e le ombre, la luminosità e il buio, le sfumature, i tocchi e le gradazioni di luce, l'io sognante narrante racchiuso in ognuno di noi.

    E ricami la "bellezza" che si tesse sulla tela...
    L'invisibile diventa tangibile


    Una carezza Mariaconcetta

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  3. Anna Teresa Salsano12 giugno 2012 16:28

    storia antica ma sempre piena di fascino e commozione la conosco a memoria ma mi vengono ancora i brividi

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  4. agnese Di Venanzio18 marzo 2014 19:50

    Quante storie a me sconosciute !....ed un grazie ti invio ;
    ecco che la poesia può arrivare ad animare persino le rocce . Poeta nostalgico, fanciullezza raccontata in tanti delicati e bellissimi versi .

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