2 settembre 2010

GIANNI RODARI, “LA BELLA ADDORMENTATA” (LA POESIA) E “ALLA FORMICA” (IL POETA).


« Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! ». (Gianni Rodari, Il giovane gambero)

Gianni Rodari nacque ad Omega, sul Lago d'Orta, in provincia di Verbania,  il 23 ottobre 1920 e morì a  Roma il 14 aprile 1980, non ancora sessantenne. È stato uno scrittore, poeta e pedagogista. Le sue opere sono state tradotte in moltissime lingue.  Quest’anno ricorre la doppia celebrazione dell'anno rodariano – in occasione della memoria dei 30 anni dalla morte e dei 90 anni dalla nascita. Fino all'inizio del 1980 molte furono le sue collaborazioni giornalistiche e partecipò a molte conferenze e incontri nelle scuole italiane, con insegnanti, genitori, alunni, gruppi teatrali per ragazzi. Alcune sue poesie sono state musicate magistralmente dal cantautore-poeta Sergio Endrigo -  di cui fra pochi giorni, il 7 settembre, ricorrerà il quinto anno dalla sua scomparsa -  come Il pappagallo, La pulce, La casa e la famosissima Ci vuole un fiore, qui accompagnato dalla sua figlioletta Claudia.




LA BELLA ADDORMENTATA: LA POESIA

La poesia è in tutte le cose, anche nelle più semplici e che noi consideriamo oggetti comuni: è nel legno del tavolino, nel bicchiere, nella rosa, ad attendere che qualcuno la scopra e la trasformi in immagine nata da metafore da raccontare a tutti. La poesia non parla, non ha voce per cantare la propria bellezza; al contrario geme nell’attesa ansiosa che qualcuno la svegli per darle voce e vita a favore di tutti. Come la bella principessa della fiaba tanto famosa si risvegliò dal lungo sonno per l’amore di un principe, così la poesia  che è riposta nelle cose riceve luce ed anima dal poeta che nelle cose si trasferisce per comprenderle ed esprimerle. A questo principe, personaggio di un mondo fantastico, Gianni Rodari avvicina il poeta, colui che sa, osservando le cose con affetto e sensibilità, coglierne la bellezza e tradurla in “favola”.


La bella addormentata

Le favole dove stanno?
Ce n'è una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.
La favola sta lì dentro
da tanto tempo e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna risvegliarla.
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua favola
invano aspetterà.




ALLA FORMICA: IL POETA

Dopo aver fatto la lode della poesia, Gianni Rodari passa ora alla lode del poeta, da molti giudicato come un perdigiorno, perché insegue le immagini della sua fantasia e canta e s’inquieta, proprio come la cicala, senza preoccuparsi d’altro. L’accusa è ingiusta: se sono meritevoli di lode colore che lavorano per produrre beni materiali, utili alla società, altrettanto apprezzati devono essere coloro che contribuiscono con le loro poesie ad arricchire spiritualmente l’umanità e a renderla più conforme ai valori che naturalmente le appartengono. Il poeta moderno si distacca dalla immagine della formica prudente e virtuosa presentata da Esopo, e ne avverte invece la grettezza meschina: la formica pensa solo al proprio benessere, mentre la cicala, come fa il poeta, canta la bellezza delle cose che egli contempla senza chiedere nulla in cambio, se non vivere con la propria perenne inquietudine.


Alla formica

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
Che il più bel canto non vende, regala.



Gianni Rodari (Da “Filastrocche in cielo e in terra”)
a cura di Antonio Ragone

3 commenti:

  1. Claudia Endrigo3 settembre 2010 14:32

    Ciao Antonio grazie infinite. So che papà è ancora tanto amato e ricordato ma io vorrei tanto che fosse rivalutato dai media come desiderava tanto lui. Negli ultimi anni veniva chiamato solo per Ci vuole un fiore, decisamente riduttivo non ti pare visto le meravigliose canzoni che ci ha lasciato venire ricordato per una canzone che non aveva nemmeno scritto e solo per questa? Meravigliosa parentesi artistica divisa col grandissimo Rodari ma Endrigo non è stato decisamente solo questo.

    RispondiElimina
  2. Assolutamente no, Claudia. Sergio Endrigo è un grande poeta del nostro tempo che sarà comunque ricordato e apprezzato per la sua pregevole arte. E negli ultimi tempi, grazie anche alle tue “battaglie”, la figura di tuo padre sta avendo i suoi più che dovuti riconoscimenti, come il bellissimo monumento artistico a lui dedicato a Pola, sua città natale, e il premio della Siae che è stato consegnato a te alla sua memoria nello scorso febbraio, la vittoria del testo “Girotondo intorno al mondo” in una nota trasmissione televisiva e altro ancora. Sergio Endrigo conserva e conserverà per sempre il posto che merita nella letteratura italiana del novecento, al pari dei grandi Poeti. Ciao, Antonio.

    RispondiElimina
  3. Splendidi i versi dedicati alla cicala ed alla formica! la cicala, canta la bellezza delle cose che essa contempla senza un tornaconto, essa è come il poeta che chiede solo di vivere in pace con la propria perenne inquietudine...

    RispondiElimina

Se vuoi esprimere un tuo commento, lascia un messaggio possibilmente non anonimo. Grazie.

Google+ Badge