11 dicembre 2010

IO, PER ME, AMO IL VERO PRESEPE!

Quand’io ascolto musica classica o lirica, mi adagio sulla poltrona e chiudo gli occhi, e la musica mi fa salire in alto, mi trascina, mi porta con sé nel mondo supremo delle emozioni, mi regala calde percezioni d’una vita che non è quella che siamo costretti a vivere. Allora recupero linfa vitale, vedo il mio mondo molto più in là delle miserie umane e dei suoi sentimenti contradditori. Vivo una vita fuori dalla vita di tutti i giorni.
S’avvicina la festa del Natale, la festa dell’intimità, della riflessione. Quanti ricordi riaffiorano dall’infanzia, che rileggo ammirando i presepi e i pastori napoletani.
Ma forse non tutto è più come quel tempo, e come mi dispiace prender atto che proprio a Napoli, nella terra dei presepi tradizionali, taluni artigiani costruiscono pastori con visi di protagonisti presi dall’attualità in tutti i campi, dalla politica alla triste cronaca, rendendo un autentico oltraggio alla vera arte presepizia, distruggendo quella poca suggestione che è rimasto del capolavoro dell’animo che è il presepe.
È mio desiderio lanciare, da questo mio modesto blog, un caloroso appello a questi produttori di “statuine” che nulla hanno a che fare con la festa del Natale e del presepe: fermatevi, vi prego, che non si riduca il presepe ad un’affannosa carnevalata.
Cerchiamo, invece, di conservarne intatta la poesia.

Antonio Ragone

7 commenti:

  1. Natale... che Tristezza


    Natale, Natale!
    Il cuore ti sale
    L'atmosfera è diversa
    Nelle vie la gente si riversa

    Regali, regali, regali
    ma... quali sono i veri ideali?

    Gesù nasce
    forse un po' dimenticato
    come un bimbo che è stato gettato

    Riprendiamoci il Natale
    così com'è nato nell'anno passato

    .

    (credo sia stato il mio primo scarabocchio in versi; nato proprio ad esprimere il disappunto a riguardo...)

    annamaria milazzo

    ciao antonio, stammi bene

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  2. matteo de angelis11 dicembre 2010 21:52

    sono con te mio carissimo zio. la sacralità e l'originalità della classicità presiepiale napoletana è unica nel suo genere e non teme rivali. ci sono state, negli anni, tante varianti al presepe settecentesco napoletano, ma quasi sempre si ritorna sulla vecchia strada. la colpa non è solo di chi produce arte indegna in un contesto inappropriato, ma di chi la pubblicizza, e la evidenzia in modo plateale.mettendo sempre in secondo luogo , o meglio non si cita affatto, il fulcro della cristianità e del messaggio non solo evangelico ma anche storico, che il presepe vuole esprimere.povero mondo. povere queste persone che dissacrano il grande mistero della fede cattolica.il Natale la festa più bella della storia umana, tende ogni volta ad andare al di là della sua originalità. io spero e mi auguro di poter trasferire a mio figlio quello che ho ricevuto io; e cioè vivere con la gioia di un sorriso vicino ad un presepe di carta pesta e pastorelli di creta, sotto le luci di un'alberello sul quale ogni pallina segna un momento del tempo passato , e lei stessa sembra ti racconti la sua lunga e malinconica storia. uno spaghetto con le vongole le verdure sott'aceto le zeppole cotte , e una risatella, poi la messa , e solo dopo che sia nato il bambinello in chiesa si può mettere quello in casa. un candela il canto di ""tu scendi dalle stelle"" la processione per ogni stanza col bambinello.questo è un semplice e bello natale che ci fa vivere pieni di emozioni e di amore.

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  3. Se questo è stato il tuo primo "scarabocchio in versi", io ne sono molto lusingato che tu l'abbia scritto per questo blog, ma soprattutto per quello che di grande e giusto tu dici perché ci venga restituito il vero Natale.
    Stammi bene anche tu, Annamaria, con l'auspicio di rivederci presto. Ciao, Antonio.

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  4. Antonio caro,
    mi unisco al tuo appello.
    I pastori erano e sono i puri di cuore, solo loro vedono Dio e che si meravigliano ogni giorno.
    Solo loro sperimentano la natività.
    Che non vengano imbrattati dalle miserie e dalle piccolezze patetiche.
    Una carezza a te.
    Mariaconcetta

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  5. Cara Mariaconcetta, è come tu dici.
    Oggi quel che manca è proprio la meraviglia.
    E solo ciò che è eccelso e sublime può riuscire ancora a meravigliare.
    Come la purezza che s'eleva dalla Poesia e dall'autentico significato del presepe.
    "Che non vengano imbrattati...".
    Grazie, Mariaconcetta.
    Una carezza a te! Antonio.

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  6. Antonio, ti ringrazio perchè tocchi un'argomento profondo, come è profondo il senso di valori. Si stiamo perdendo i nostri valori di gente semplice con un'animo pulito. Questi valori vengono persino derisi, screditati in tanti modi, tra cui quello di cui tu ne fai testimonianza. Il vero senso del Natale, povero nel suo scenario, ma ricco di rilevazioni e propositi buoni dovrebbe essere un obiettivo per farci riflettere, migliorarci, per far sì che la nascita ed il sacrificio di Gesù per noi siano un valore da rispettare e da apprezzare. La realtà è quella che tu descrivi, la rappresentazione di presepi con personaggi che sono il peggio di un'essere umano in tutti i sensi. Non aggiungo altro, spero che non si smarricano troppe pecorelle.... Un abbraccio ed un grosso augurio di serene festività. Anna

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  7. Grazie, Anna, del tuo commento, molto preciso e ovviamente condiviso.
    Ricambio di cuore i più cari auguri di Buone Feste.

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