16 gennaio 2011

IL POETA SI DENUDA AL MONDO.

Il poeta mette in versi la propria sensibilità, si denuda al mondo, ed ogni parola si colora dell’intima questione tematizzata. Vi sono momenti che l’autore del testo fa così sentire, in un crescendo di parole cromatiche, tutto il dolore e le sue voci sofferenti e agitate: in tale contesto quel che egli scrive non è più un fattore individuale, bensì fortemente universale. Nulla è casuale in poesia, i suoni, il ritmo dei versi collaborano sempre alla definizione del significato. Il poeta, quando compone una poesia, è sempre solo con se stesso, e sempre in solitudine potrebbe in seguito decidere di modificare la sua opera. Ecco perché io ho sempre sostenuto e sosterrò che nessun suggerimento è ammesso in poesia, se non commenti, positivi o negativi che siano.

All’alba di ieri ho scritto sulla mia agenda:

Perché già s’è rifatto giorno?
Ancora soffrire alla luce del giorno?
Voglio bere la mia sofferenza
nel nascondimento silenzioso della notte.
Sento sempre vicino la morte
pronta a vincermi, e allo stesso istante
sento la vita che qui mi trattiene,
troppo pesante s’è fatto il fardello.
Vita, lascia che morte faccia la mia pace.

Antonio Ragone

4 commenti:

  1. Daniela Cattani Rusich17 gennaio 2011 10:31

    Un uomo e un poeta speciale, Tu.
    Un grande abbraccio!*

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  2. Daniela, sei molto cara.
    Non so se sono speciale, ma mi lusinga e mi fa felice
    sentirlo dire da te.
    Grazie, amica mia “speciale”.
    Ti stringo in un abbraccio, Antonio.

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  3. Mariaconcetta Lo Re17 gennaio 2011 10:38

    Il poeta si denuda al mondo e riveste me di un manto leggero e prezioso.
    La parola strappa al silenzio la malinconia, la gioia , il dolore, il canto della vita.
    Mi piace Antonio il tuo poetare.
    Una carezza.

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  4. Sì, Mariaconcetta, il poeta deve denudarsi al mondo,
    giacché quello che avverte nel suo animo non gli appartiene
    se non solo fisiologicamente . È del lettore.
    Grazie e di cuore.
    Ti accarezzo anch’io, amica cara, Antonio.

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