13 febbraio 2011

ANTONIO RAGONE: L'ASSENZA.

La vita e l'esperienze di lei - quasi sempre sofferte - vengono vissute e assimilate nella nostra più intima essenza, sono linfa vitale per il nostro cammino. La mente osserva e annota tutto sul taccuino d’una condizione vivente presente che inevitabilmente diverrà il nostro Passato, pur avendo sviluppato la capacità di cogliere ed elaborare la dimensione di tante Assenze da cui hanno origine la nostra vita pensante, quella presente e futura.

(Antonio Ragone)


L’ASSENZA

Lo incontrai per una strada di fango
- il buio nascondeva il suo volto e non lo riconobbi -
erano già tutti dentro, seduti accanto
ad un boccale di vino. Mancavo solo io,
io, io fui l’ultimo a giungere al casale dei pescatori.
M’attendevano da tanti anni, e quando
entrai era già tutto finito, quelli già tutti
erano andati via. O non erano mai giunti?
Nessuna macchia di rosso vino sulla tovaglia c’era,
che sempre scorre nel berlo. Uscii.
L’uomo che fuori al buio non riconobbi
non lo conobbi mai, solo perché
semplicemente non era mai esistito.
Percepivo l’odore della nebbia nel respiro,
nessun lampione pur fioco illuminava la fanghiglia.
Ero solo, e se qualcuno avessi mai incontrato,
saremmo stati - io e lui - ancor più soli.
Vagando, vagando, pervenni alfine al porto?
Questo, questo, solo per la salsedine nell’aria?
Non seppi mai se anch’esso fosse mai esistito,
il mare, intendo, così immenso
per essere davvero mai esistito.
Quella notte, una buona volta, niveo da secoli,
intesi che nulla era tangibile,
perché nulla è ciò che in verità aneliamo.
Nella nebbia e nell’odore del mare,
che da sempre per me solo m’ero inventato,
all’improvviso pensai di rivedere
l’uomo nascosto nel buio.
Fu un attimo, poi disparve, perché non c’era.
Naturalmente perché non c’ero anch’io.

Antonio Ragone (Da" L'isola nascosta" Edizioni Akkuaria 2007)

15 commenti:

  1. Nunzia Zambardi13 febbraio 2011 10:36

    bellissima la poesia che si sofferma sull'antico dilemma dell'esserci o del non esserci....
    Antonio.... a me piace dipingere ma ogni tanto mi diletto anche con la parola(semplici espressioni).....anche la mia"poesia" è intitolata:

    ASSENZA
    LA SENTO ARRIVARE IN UN SOFFIO...
    E' LA TUA ASSENZA,
    OMBRA DELLA VITA,
    VUOTO DELL'ANIMA,
    TU.......
    CHE TI CELI NELL'INVISIBILE,
    PORTAMI VIA CON TE,DOVE ESISTE L'ABBANDONO,
    INSIEME...
    RITROVEREMO L'INNOCENZA,
    IN UN MONDO DIVERSO,
    NON PIU' DISTANZE....
    SAREMO DUE SEMPLICI ASSENZE,
    PRESENTI NELL'INTERA ESISTENZA.

    NUNZIA ZAMBARDI GRAZIE

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  2. Paolo Staglianò13 febbraio 2011 10:41

    è cifra d'una solitudine perfetta, :" il mio sentiero muto" direbbe Rilke, il poeta "solo", si aggira nelle intricate maglie di un universo a lui noto, come una vecchia pellicola scorrono immagini , simulacri di tempi, luoghi, volti e qua...nto accade non accade , ma certamente è già accaduto : il sehnsucht ..dei pensatori tedeschi, la nostalgia dolorosa di quanto è stato o poteva essere, quasi una divisione dell'io pensante, quante volte ho provato e provo quello che descrivi con geniale maestria Antonio... Il poeta si accompagna al poeta stesso ed inventa una " Diade" ... Grazie mio caro amico

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  3. Elviana Bidasio13 febbraio 2011 10:42

    bellissimo questo alterego fra te e nessuno ,la solitudine che dilaga,a volte ci fa compagnia la nostra ombra, mi rattrista grazie di cuore

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  4. VIrginia De Angelis13 febbraio 2011 10:43

    che bella!

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  5. molto delicata come sempre, fine e leggera, musicale.
    Questo contraddistingue il tuo fare pensieri. Grazie Antonio.

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  6. Mariaconcetta Lo Re13 febbraio 2011 10:45

    Il poeta solo.
    il poeta nudo.
    Il poeta triste.
    Il poeta attento.
    il poeta scarno.
    ...il poeta vivo.
    il poeta grande.
    Grande é il mio Poeta.
    Una carezza Antonio.

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  7. Un continuo accendere e spegnere la luce in una stanza buia dove ci piace nasconderci per non essere visti e per non vedere gli altri o cose care lasciate per forzato distacco. Sarebbe arduo dare un giudizio sulla poetica che nella sua eccezionalità va guardata con silenzio e in assoluto rispetto come conviene di fronte ad un’opera d’arte e tale ritenuta poiché già sottoposta al giudizio unanime della critica mondiale.
    Rendere tangibile un’assenza , quella che più ci fa male sopportare, è uno sforzo enorme da sostenere, ma ben ripagato quando si riesce a partorire simili versi che danno corpo alle ombre, le quali addirittura prendono vita e movimento dopo aver respirato il nostro respiro.

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  8. Gianfranco Pampo13 febbraio 2011 10:48

    Bei versi Antonio...leggerli e rileggerli fanno bene al cuore... grazie

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  9. Grazie, caro amico poeta, dopo leggerti mi sembra che per scavare fino al fondo dell'anima siamo un po’ eremi, la solitudine ed il assoluto a la riva dei tuoi versi. Così è il sentimento che ha per me questei bellissimi versi. Un forte abbraccio alato, Ana

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  10. Caro, carissimo Antonio, invisibili, solo con il pensiero che analizza, scruta ed è sempre silenzio.... silenzio delle cose, dei profumi, dell'essere e infine del non essere... stupiti attimi di assenza che contrariamente avverti come spirito aleggiante la vita! Bellissima poesia introspettiva, molto curata, molto interiorizzata ma credimi compresa come se fossi stata in te! Grazie dolce Poeta! Ti abbraccio!

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  11. La solitudine che parla a noi stessi, addirittura riesce anche a farci compagnia. Il desiderio di pensare che c'è sempre un amico che ti aspetta e aver paura che si è stancato di aspettarti...., bella Antonio, questa poesia è avvolta da una dolcissima tristezza.

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  12. Vagare... cercare... pensare... Mille domande e nessuna risposta se non quella che un'assenza richiama sempre una presenza... Bellissima, chapeau Antonio!

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  13. Marisa di Edizioni Noitrè13 febbraio 2011 10:53

    Il tuo mare, presente e onnipresente nel tuo cuore che richiama il silenzio a dar vce al tuo grido di passione e nostalgia.Caro Antonio sempre ammirata di tuoi versi. Cara sera. marisa

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  14. Sono stupendi questi versi,nei quali è trattato con estrema delicatezza ed introspezione il tema della solitudine,tema che in tante liriche di Antonio ricorre così come l'argomento relativo alle avversità della vita,evidenziate spesso,queste ultime,anche attraverso la metafora del mare.

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  15. Mariaconcetta Lo Re28 luglio 2013 12:05

    Credo che questa sia una delle più intense che tu abbia scritto.

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