19 maggio 2011

MONTE SAN LIBERATORE, RITORNO ALLE ANTICHE METE.

La cultura mi riportò a casa. Avvenne pochi anni fa, nel corso d’una rassegna letteraria, mai avrei immaginato che quel viaggio mi avrebbe condotto, anzi riportato, a Cava de’Tirreni, così vicino a Vietri sul mare, il paese dove sono nato. Cava de’Tirreni è una splendida cittadina che, nella parte settentrionale, apre le porte alla costiera amalfitana. In quell’occasione riconobbi, profonda, la presenza di elementi spirituali e culturali, che per anni avevo lasciato sospesi in un percorso umano che si chiama tempo.
Le emozioni, quelle vere, non è semplice trasmetterle se non con la poesia, la cui voce è l’anima intricata e misteriosa, il suo luogo d’ascolto è il silenzio.
Quel visibile silenzio che pure emana dalle verdeggianti colline che circondano questa fertile, vitale conca cittadina, dove sostano deliziosi borghi montani, tutti dominati, dall’alto, dal Monte San Liberatore, che scende fino al mare e incontra Vietri.
In una di quelle sere, vidi la sua croce illuminata in cima, come orgogliosa costellazione, mentre in auto percorrevo la discesa della larga via di Vietri sul mare, già pronta a regalare la fragranza del vicino sale costiero.
Così l’io-fanciullo e l’io-adolescente per la prima volta videro me-adulto uomo, levigato da faticose salite, per poco rinvigorito dagli esclusivi sapori di quegli anni.
Quante passeggiate sotto i portici di corso Italia, con gli amici, noi giovani impazienti, a discorrere di un futuro che era, allora, solo speranza, e oggi conquistato pagandolo con i soldi della nostalgia.
Sono i momenti che la vita costruisce a nostra insaputa, quasi di nascosto, per timore che ne venissimo a conoscenza prima dell’avvento, sono occasioni per conoscere nuovi amici che vivono in quello stesso luogo chiamato Cultura, senza incontrarsi mai, se non forse urtarsi mentre, distratti nei propri pensieri, passeggiano a sera sotto gli illuminati portici di una cittadina, costruita attorno al borgo Scacciaventi.
Ed è raro quando la vita ancora mi meraviglia.

È conquista di vita
l’antica meta.

Sono un inconsapevole
marinaio.

(Antonio Ragone)

4 commenti:

  1. Talvolta un percorso inconsueto ci avvicina a noi più di quanto non immaginavamo, la tua descrizione raggiunge il cuore.
    Magnifici i versi, riassunto di un cammino di vita.
    Un saluto Tiziana

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  2. Nel percorso talora duro e faticoso della vita, incontriamo qualche giglio propizio acceso alla sera.
    Grazia, amica mia Tiziana!
    Antonio

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  3. Un’ ideale ricerca del bello e del poetico anche nei paesaggi che ormai fanno parte, per chi ci vive, della quotidianità. Sempre belli questi tuoi versi, anche s li ricordo sempre. Ciao.

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  4. Giulia Occorsio28 maggio 2011 06:26

    La vita ci meraviglia sempre sino all'ultimo nostro giorno se il cuore è fanciullo e l'anima resta incontaminata dai veleni propinati a chi non sa vedere con i propri occhi la bellezza nascosta dell'esistenza ...

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