19 luglio 2011

IL MARE, PRENDERE IL LARGO.


È ora di andare nel più alto mare, il più possibile lontano, sarà oltre l’orizzonte. Ho navigato tutta una vita lungo il mare dell’inquietudine. Ho lottato, sbattuto dalle burrasche marine, acqua di pioggia e vento mi hanno levigato il viso, il corpo e l’anima, ho conquistato isole e speranze di ripartenze. Ho ripreso sempre il viaggio quando all’alba mi son ritrovato naufrago sempre più debole su sponde sconosciute ed inquietanti. Ho fatto tutto, oltre le mie più povere possibilità. Ora il marinaio, come il chicco di grano, dovrà sementarsi al mare perché dia frutto, albe più nuove e ricche di promesse e tramonti meno tormentati. È doloroso sentirsi così disperatamente solo, nemmeno Cristo a tenermi compagnia, nemmeno io stesso sono più in grado di tenermi compagnia. È la prima volta che mi accade, segnale sicuro che ho perso ormai tutte le rotte alle quali sempre con la mia tenacia mi sono aggrappato sperando anche l’impossibile. Ho navigato tutta una vita, ora son stanco, il dolore mi strugge, e più non reggo ai venti contrari. Ora romperò gli ormeggi e lascerò che il mio veliero navighi al più largo possibile; poi sarà notte, sarà la luna rosso sangue a tenermi un’indifferente compagnia, lascerò che l’acqua del mare allaghi il mio veliero e insieme ad esso naufragare nei flutti tra il gorgoglìo spumoso del mare. Io sarò sereno, finalmente troverò nei fondali marini la pace del cuore.

5 commenti:

  1. E'impressionante il grido di aiuto che lancia il poeta in un periodo palesemente buio della propria vita,grido evidenziabile attraverso il braccio ,che emerge dalle onde marine,così ben raffigurato nel disegno che accompagna le profondissime riflessioni in merito alle cocenti delusioni che troppo spesso distruggono materialmente e psicologicamente la nostra esistenza.
    Ebbene,Antonio,caro e dolce amico,nonostante tutto io t'invito,tanto per citare i tuoi versi risalenti a parecchi anni fa, ad "Andare avanti,forti,col sole e la tempesta".

    RispondiElimina
  2. Ad ogni tempesta il mare esulta fiero senza preamboli, ma la fiducia sta nella speranza di potere ritornare al porto con la barca sana, le vele magari saranno spezzate ma verranno cucite e del disastro solo un ricordo da raccontare piano...un giorno.
    Sempre con stima
    Tiziana T.
    http://tizianatius.wordpress.com/

    RispondiElimina
  3. Nelle forti emozioni il significato naufraga, imbocca direzioni improbabili, si lascia trascinare da una corrente illogica e visionaria con una naturalezza tale da lasciare increduli... Ma poi...
    Noi siamo rocce. Dammi la mano Antonio... <3 Mariaconcetta

    RispondiElimina
  4. Maria Lina Luraschi25 ottobre 2011 16:55

    ‎....chapeu....docilmente mi sono lasciata guidare in questo tuo emozionante viaggio....assomiglia molto ad un percorso già fatto....

    RispondiElimina

Se vuoi esprimere un tuo commento, lascia un messaggio possibilmente non anonimo. Grazie.

Google+ Badge