13 settembre 2011

I VIAGGI DI ULISSE E LE INSIDIE DEL MARE.

Né Circe, né Calipso, né la stessa innocente Nausicaa ebbero il potere di legare a sé il cuore ardimentoso e spavaldo di Ulisse, ma forse le Sirene lo avrebbero inesorabilmente attirato, ammaliato e sconfitto, ché troppo grande era il bene che gli promettevano, cui Ulisse sempre agognava, per cui, astuta prudenza, si fece solidamente legare a più doppi all’albero della nave. Era l’ardita presunzione che tutto gli fosse concesso, la sua smania di conoscenza oltre ogni umano confine che lo condurrà rovinosamente alla morte “perché quell’Infinito è la profondità del finito, è l’origine e il sostegno di tutto quello che esiste. Non riconoscerlo porta al “dis-astro”, al fallimento di Ulisse, il cui errore non fu di voler oltrepassare le Colonne d’Ercole, ma di voler misurare l’Oceano come aveva misurato il Mediterraneo, di voler cioè ridurre prometeicamente l’Infinito al finito, di conquistare la falsa felicità di un paradiso “terrestre” (professor Antonio Fiorito, prefazione de “L’isola nascosta”). Il naufragio fu per lui e per i suoi sventurati compagni miseramente inevitabile a causa del “folle viaggio”, come lo chiama il Sommo Dante nella Divina Commedia, perché incontenibile era il lui il tentativo di superare ad ogni costo i limiti della finitezza umana, anche servendosi di menzogne  e seduzioni che tra gli esseri umani provocarono solo sofferenza e morte.
Le Sirene rappresentano sia i pericoli del mare, anche quando esso è più calmo e sereno, sia gli scogli nascosti nelle baie tranquille, contro cui spesso gli uomini vanno incautamente ad infrangersi.

Marinai

I marinai che navigano
i mari più tumultuosi
hanno poche sirene.

Solo a volte, qualcuna,
sguizza dai marosi:
nel fragore della tempesta
non hanno voglia
di concedersi ai tristi
esiliati;

ma dalla costa
rocciosa, lontana,
esse consegnano al vento
inquietanti richiami.

Antonio Ragone (da “L’isola nascosta” Edizioni Akkuaria – 2007)

3 commenti:

  1. solo dei legacci solidi e tristi potranno salvarci da simili canti come triste sarà il loro destino se falliranno...

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  2. Mariaconcetta Lo Re13 settembre 2011 20:37

    Le sirene... La seduzione... Solo il Moly ci salverà... una pianta immaginaria con poteri divini che nell'Odissea dovrà salvare Odisseo dalle seduzioni e astuzie di Circe... ♥

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  3. Ad Antonio Ragone, l'Odissea dell'Iniziato Ulisse creata dalla mente di Omero, rappresenta soprattutto il viaggio Interiore dell'Eroe che ha saputo affrontare le avversità della natura, il conflitto con i quattro elementi, vittorioso approda ad Itaca nella sua Patria natia, che possiamo definire il Ritorno del Figliol Prodigo alla Casa del Padre. Ciao

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