19 gennaio 2012

SULL'INTIMA VAGHEZZA.


Càpita a volte nelle ore più nere
che mi si stringe addosso il dubbio
che mi sfianca. È la mia assenza
che mi manca, o la distrazione
della mia presenza. Qualcosa manca
al geometrico calcolo del Mistero,
e sono io l’assente, indolente e nudo,
nel mondo dove vago m’aggiro
per incontrare l’illusione di me stesso.

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29 commenti:

  1. Mariella Mulas19 gennaio 2012 17:14

    Ah! carissimo, dilemma del pensiero che aspira a risposte non di un attimo, ma degli attimi che si susseguono, costruendo quella malinconia interiore profonda... L'illusione, firma dell'attimo che non convince mai! Stupendo averti letto e comprendere ciò che la mente non assimila alla spontaneità del cuore! TVB!♥

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  2. Marisa Annunziata19 gennaio 2012 17:14

    Duale e incerto responso a tanta intima domanda.navighiamo dentro di noi e sembra di non conoscerne neanche il porto, il faro che ci conduce verso un pensiero che nell'animo ci coglie. Basta poco per spezzare l'incantesimo dell'illusione e creare in noi un vortice di perchè. Grazie Antonio, attento e sublime nelle parole. ciao

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  3. Natalina Garavaglia19 gennaio 2012 17:15

    Qualcosa manca.......hai ragione Antonio.......la consapevolezza del'IO!!! La mancanza della mia essenza........un vuoto che non riesco mai a colmare. Forse ne sono priva?? O e' solo vaghezza, come dici tu.......Grazie bellissima poesia. Buona serata Antonio..:-)

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  4. Michele Cologna ‎19 gennaio 2012 17:16

    Toccarsi per sentirsi e non se ne raggiunge la certezza!
    È condizione dell’essere sotto la tirannia della Mente.
    A volte non del Mistero ma della fisicità e si materializza Assenza.

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  5. Maria Pia Monicelli19 gennaio 2012 17:16

    In quelle ore, così tanto lontane da ogni soluzione, è proprio in quella morsa del dubbio che paradossalmente l'indefinito sé ci appare. Splendida, amico caro. Ti abbraccio.

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  6. Paolo Staglianò19 gennaio 2012 17:17

    la storia dell'uomo ha come misura il tempo, quell' "io in divenire" ch'è il segna passi dell'esistenza... la cosa in sé ... versi impietosi, autentici e non potrebbe essere altrimenti, perchè dipingono lo stato d'animo di un poeta ... quel fluire intimo di sensazioni che diviene universale all'interno di un Koiné, di un linguaggio comune , unica possibilità descrittiva che gli è concessa in questa tempo di "povertà estrema "...stupenda lirica ...ti abbraccio Antonio

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  7. Annamaria Milazzo19 gennaio 2012 17:18

    è veramente bella!
    anzi... STRABELLA

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  8. Maria Teresa Lentini19 gennaio 2012 17:19

    ‎'l'insostenibile leggerezza dell'essere...' l'assenza che diventa indolenza. Guardarsi allo specchio solo per capire se veramente siamo...! Grazie Antonio

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  9. Mariaconcetta Lo Re19 gennaio 2012 17:20

    E’ l’Io in fieri che è Nous alla ricerca del “Cosmo interiore”.
    Ali spezzate da voli mancati.
    E il sole stanco dei fotonici lampi,
    lascia il posto al disincanto.

    Magnifica la tua Lirica Antonio, Magnifico Tu.

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  10. Giovanni Cesario19 gennaio 2012 17:20

    poesia della mente che scopre l'illusione facendo confluire il dubbio nell'intima vaghezza

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  11. Il pensiero è sofferenza....tutto è ricerca e le mani rimangono vuote,in attesa!E si rimane increduli....Grazie,caro amico ,di questa condivisione ....

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  12. Adriana Scanferla19 gennaio 2012 17:21

    E' la nostra ombra, che ci trasciniamo dietro, incredibilmente più vivida,nelle ore più buie. Essere o non essere...intimamente bella!

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  13. Leopoldo Costabile19 gennaio 2012 17:22

    Nel tuo dubbio s'invera il tormento di Amleto. Di ogni vaghezza si colma il mistero, di propaggini lente di ogni speme o desio che in eco si perde nel tempo. Vaghezza di noi e delle nostre ragioni, perché "siamo fatti della stessa materia dei sogni".

    Ti ringrazio, Antonio e Ti abbraccio

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  14. Elviana Bidasio19 gennaio 2012 17:23

    un guardarsi dentro per vedere realmente come siamo, parole decise e tenere come il tuo cuore, Antonio, grazie

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  15. Antonio Ciminiera ‎19 gennaio 2012 17:25

    // È la mia assenza/ Che mi manca, o la distrazione/ della mia presenza// forse un io che inizia a pesare, la vincolante presenza effettiva, che è d'intralcio //al geometrico calcolo del Mistero// Affermazione importante, provocatoria ma netta, chiara, è un auspicio al dissolvimento del proprio io per poter finalmente trovare una dimensione non vincolante estranea proprio a questo essere costrittivo che imprigiona a un’esistenza già scritta, già stabilita, imposta. L’incapacità di dare alito, dunque, a quell’identità, sconosciuta magari ma presente, che vaga nei meandri più reconditi della nostra anima: //e sono io l’assente, indolente e nudo/ nel mondo dove vago m’aggiro/ per incontrare l’illusione di me stesso// Ecco, mi piace leggerla in questo modo.
    Tema interessantissimo, di una profondità estrema, qui espresso in forma splendida. Complimenti Antonio. Ti abbraccio.

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  16. Silvana Puschietta19 gennaio 2012 17:25

    Arriva un momento nella vita in cui non ci riconosciamo.
    Fuggiamo da noi stessi ci assentiamo da noi.
    Non ci piace il nostro Io e allora sorge il dubbio.
    Come l'abbiamo condotta la nostra vita?
    Chi siamo? Chi eravamo e chi saremo.
    Il mondo che ci circonda è improvvisamente sconosciuto e all'interno pure noi non ci riconosciamo più. A cosa è servito vivere fino a quel punto? E allora, proprio quando, la mente raggiunge l'apice del buio, una voglia di vita, mai sedata, si eleva. Sarà pure l'illusione d'incontrare se stessi, ma è l'azione che definisce la vita.
    Versi significativi i tuoi, Antonio. Grazie per avermi reso partecipe.

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  17. Antonio.... quante volte ci si sente cosi'... e tu hai dato voce al mi stato d'animo.. grazie ... e' bellissima

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  18. Eleonora Becelli19 gennaio 2012 17:26

    Grazie Antonio, il dubbio in me esorta la ricerca, una ricerca autentica e senza indulgenza, l'assenza diventa presenza silenziosa e permette di penetrare in parte il mistero...bella lirica !!! un abbraccio affettuoso♥

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  19. Splendida poesia,. veramente un grandissimo piacere leggerti poeta; mi sembra essere li "Nel mondo dove vago m’aggiro
    Per incontrare l’illusione di me stesso. " Un forte abbraccio caro poeta , meravigliosa poesia ****

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  20. Gianfranco Pampo19 gennaio 2012 17:28

    Bella poesia ...alla ricerca di se stessi...è la vita che a volte ce lo impone..grazie Antonio...

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  21. ‎"E sono io l’assente, indolente e nudo,
    Nel mondo dove vago m’aggiro
    Per incontrare l’illusione di me stesso"

    Infrango , frammento, disfo me stessa ogni giorno...
    Molto molto bella ! Grazie Antonio !

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  22. una bellissima poesia Antonio, complimenti... un momento di profonda riflessione che hai saputo descrivere con maestria, mettere in versi trasmettendo tutta l'emozione che li ha generati. Bravissimo!

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  23. stupendi questi versi, l'io estraneo, l'io che l'altro io cerca, vanno e vengono sensazioni, emozioni che danno e tolgono vita......)

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  24. Roberta Borgianni19 gennaio 2012 17:32

    che bella...

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  25. Carmine Valendino19 gennaio 2012 17:32

    Molto bella. Non ci sono altre parole...

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  26. Poesie Amanti del Nulla19 gennaio 2012 17:34

    per incontrare l’illusione di me stesso. *_^

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  27. Associazione Culturale LunaNera19 gennaio 2012 17:35

    grazie antonio, per averci fatto questo onore...

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  28. Semplicemente stupende queste parole basate sull'introspezione e,quindi,sull'analisi del proprio essere.
    Vanno dritte al cuore del lettore,il quale può anche immedesimarsi nello stato d'animo del poeta.
    Romantica e pregna di significati è la foto ritraente la nave che si allontana in mare aperto.

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  29. Agnese Di Venanzio20 gennaio 2012 10:55

    Geometrico: preciso e perfetto.
    Mistero: trascendenza e infinito.
    In due righe ho trovato la mia soluzione e " L'INTIMA VAGHEZZA " si fa LUCE .
    Penso che il poeta Ragone é nella contemplazione.

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