19 gennaio 2012

SULL'INTIMA VAGHEZZA.


Càpita a volte nelle ore più nere
che mi si stringe addosso il dubbio
che mi sfianca. È la mia assenza
che mi manca, o la distrazione
della mia presenza. Qualcosa manca
al geometrico calcolo del Mistero,
e sono io l’assente, indolente e nudo,
nel mondo dove vago m’aggiro
per incontrare l’illusione di me stesso.

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29 commenti:

Mariella Mulas ha detto...

Ah! carissimo, dilemma del pensiero che aspira a risposte non di un attimo, ma degli attimi che si susseguono, costruendo quella malinconia interiore profonda... L'illusione, firma dell'attimo che non convince mai! Stupendo averti letto e comprendere ciò che la mente non assimila alla spontaneità del cuore! TVB!♥

Marisa Annunziata ha detto...

Duale e incerto responso a tanta intima domanda.navighiamo dentro di noi e sembra di non conoscerne neanche il porto, il faro che ci conduce verso un pensiero che nell'animo ci coglie. Basta poco per spezzare l'incantesimo dell'illusione e creare in noi un vortice di perchè. Grazie Antonio, attento e sublime nelle parole. ciao

Natalina Garavaglia ha detto...

Qualcosa manca.......hai ragione Antonio.......la consapevolezza del'IO!!! La mancanza della mia essenza........un vuoto che non riesco mai a colmare. Forse ne sono priva?? O e' solo vaghezza, come dici tu.......Grazie bellissima poesia. Buona serata Antonio..:-)

Michele Cologna ‎ ha detto...

Toccarsi per sentirsi e non se ne raggiunge la certezza!
È condizione dell’essere sotto la tirannia della Mente.
A volte non del Mistero ma della fisicità e si materializza Assenza.

Maria Pia Monicelli ha detto...

In quelle ore, così tanto lontane da ogni soluzione, è proprio in quella morsa del dubbio che paradossalmente l'indefinito sé ci appare. Splendida, amico caro. Ti abbraccio.

Paolo Staglianò ha detto...

la storia dell'uomo ha come misura il tempo, quell' "io in divenire" ch'è il segna passi dell'esistenza... la cosa in sé ... versi impietosi, autentici e non potrebbe essere altrimenti, perchè dipingono lo stato d'animo di un poeta ... quel fluire intimo di sensazioni che diviene universale all'interno di un Koiné, di un linguaggio comune , unica possibilità descrittiva che gli è concessa in questa tempo di "povertà estrema "...stupenda lirica ...ti abbraccio Antonio

Annamaria Milazzo ha detto...

è veramente bella!
anzi... STRABELLA

Maria Teresa Lentini ha detto...

‎'l'insostenibile leggerezza dell'essere...' l'assenza che diventa indolenza. Guardarsi allo specchio solo per capire se veramente siamo...! Grazie Antonio

Mariaconcetta Lo Re ha detto...

E’ l’Io in fieri che è Nous alla ricerca del “Cosmo interiore”.
Ali spezzate da voli mancati.
E il sole stanco dei fotonici lampi,
lascia il posto al disincanto.

Magnifica la tua Lirica Antonio, Magnifico Tu.

Giovanni Cesario ha detto...

poesia della mente che scopre l'illusione facendo confluire il dubbio nell'intima vaghezza

Mina Pensi ha detto...

Il pensiero è sofferenza....tutto è ricerca e le mani rimangono vuote,in attesa!E si rimane increduli....Grazie,caro amico ,di questa condivisione ....

Adriana Scanferla ha detto...

E' la nostra ombra, che ci trasciniamo dietro, incredibilmente più vivida,nelle ore più buie. Essere o non essere...intimamente bella!

Leopoldo Costabile ha detto...

Nel tuo dubbio s'invera il tormento di Amleto. Di ogni vaghezza si colma il mistero, di propaggini lente di ogni speme o desio che in eco si perde nel tempo. Vaghezza di noi e delle nostre ragioni, perché "siamo fatti della stessa materia dei sogni".

Ti ringrazio, Antonio e Ti abbraccio

Elviana Bidasio ha detto...

un guardarsi dentro per vedere realmente come siamo, parole decise e tenere come il tuo cuore, Antonio, grazie

Antonio Ciminiera ‎ ha detto...

// È la mia assenza/ Che mi manca, o la distrazione/ della mia presenza// forse un io che inizia a pesare, la vincolante presenza effettiva, che è d'intralcio //al geometrico calcolo del Mistero// Affermazione importante, provocatoria ma netta, chiara, è un auspicio al dissolvimento del proprio io per poter finalmente trovare una dimensione non vincolante estranea proprio a questo essere costrittivo che imprigiona a un’esistenza già scritta, già stabilita, imposta. L’incapacità di dare alito, dunque, a quell’identità, sconosciuta magari ma presente, che vaga nei meandri più reconditi della nostra anima: //e sono io l’assente, indolente e nudo/ nel mondo dove vago m’aggiro/ per incontrare l’illusione di me stesso// Ecco, mi piace leggerla in questo modo.
Tema interessantissimo, di una profondità estrema, qui espresso in forma splendida. Complimenti Antonio. Ti abbraccio.

Silvana Puschietta ha detto...

Arriva un momento nella vita in cui non ci riconosciamo.
Fuggiamo da noi stessi ci assentiamo da noi.
Non ci piace il nostro Io e allora sorge il dubbio.
Come l'abbiamo condotta la nostra vita?
Chi siamo? Chi eravamo e chi saremo.
Il mondo che ci circonda è improvvisamente sconosciuto e all'interno pure noi non ci riconosciamo più. A cosa è servito vivere fino a quel punto? E allora, proprio quando, la mente raggiunge l'apice del buio, una voglia di vita, mai sedata, si eleva. Sarà pure l'illusione d'incontrare se stessi, ma è l'azione che definisce la vita.
Versi significativi i tuoi, Antonio. Grazie per avermi reso partecipe.

Pina Romano ha detto...

Antonio.... quante volte ci si sente cosi'... e tu hai dato voce al mi stato d'animo.. grazie ... e' bellissima

Eleonora Becelli ha detto...

Grazie Antonio, il dubbio in me esorta la ricerca, una ricerca autentica e senza indulgenza, l'assenza diventa presenza silenziosa e permette di penetrare in parte il mistero...bella lirica !!! un abbraccio affettuoso♥

Ana Caliyuri ha detto...

Splendida poesia,. veramente un grandissimo piacere leggerti poeta; mi sembra essere li "Nel mondo dove vago m’aggiro
Per incontrare l’illusione di me stesso. " Un forte abbraccio caro poeta , meravigliosa poesia ****

Gianfranco Pampo ha detto...

Bella poesia ...alla ricerca di se stessi...è la vita che a volte ce lo impone..grazie Antonio...

Ivana Orlando ha detto...

‎"E sono io l’assente, indolente e nudo,
Nel mondo dove vago m’aggiro
Per incontrare l’illusione di me stesso"

Infrango , frammento, disfo me stessa ogni giorno...
Molto molto bella ! Grazie Antonio !

Anna Giordano ha detto...

una bellissima poesia Antonio, complimenti... un momento di profonda riflessione che hai saputo descrivere con maestria, mettere in versi trasmettendo tutta l'emozione che li ha generati. Bravissimo!

Rita Panfili ha detto...

stupendi questi versi, l'io estraneo, l'io che l'altro io cerca, vanno e vengono sensazioni, emozioni che danno e tolgono vita......)

Roberta Borgianni ha detto...

che bella...

Carmine Valendino ha detto...

Molto bella. Non ci sono altre parole...

Poesie Amanti del Nulla ha detto...

per incontrare l’illusione di me stesso. *_^

Associazione Culturale LunaNera ha detto...

grazie antonio, per averci fatto questo onore...

Anna '48 ha detto...

Semplicemente stupende queste parole basate sull'introspezione e,quindi,sull'analisi del proprio essere.
Vanno dritte al cuore del lettore,il quale può anche immedesimarsi nello stato d'animo del poeta.
Romantica e pregna di significati è la foto ritraente la nave che si allontana in mare aperto.

Agnese Di Venanzio ha detto...

Geometrico: preciso e perfetto.
Mistero: trascendenza e infinito.
In due righe ho trovato la mia soluzione e " L'INTIMA VAGHEZZA " si fa LUCE .
Penso che il poeta Ragone é nella contemplazione.