17 novembre 2012

PAUL VERLAINE, CANZONE D’AUTUNNO.


La voce del vento autunnale che giunge all’anima inquieta del poeta è un lungo lamento simile a singhiozzante musica di violini, che strazia il cuore dando una opprimente sensazione di stanchezza. Lo scorrere implacabile delle ore fa riaffiorare lontani giorni con i loro ricordi, tristi fino al pianto. E nell’amara tristezza del momento, il poeta coglie l’immagine accorata di se stesso, che, simile ad una foglia in balia del vento, non trova pace. È come sentirsi senza vita, una foglia morta. 

- Annotazione: Avviene, mio malgrado, quando mi appresto alla traduzione d’una poesia, di scriverla con la penna della mia anima. Naturalmente, né ne sarei capace, senza nulla togliere alla statura letteraria del suo autore.




CANZONE D’AUTUNNO

I lunghi singhiozzi
di violini
dell'autunno
feriscono il mio cuore
d’un battito
monotono.

D’inquietudine pregno
e affranto, quando
l’ora mi colpisce,
riaffiorano
antichi giorni
e piango.

E mi abbandono
all’implacabile vento
che mi sbatte
di qua, di là,
simile ad una
morta foglia.

Paul Verlaine

(Traduzione di © Antonio Ragone)

31 commenti:

  1. Maria Pia Monicelli17 novembre 2012 11:57

    Meravigliosa come la tua traduzione! Grazie, ti abbraccio.

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  2. Molto bella. La poesia la conosco, l'ho letta sia in originale, che tradotta... La tua traduzione è davvero magistrale... degna di una grande penna qual era Verlaine e quale sei tu.

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  3. Maria Pia Monicelli17 novembre 2012 11:58

    concordo, tradurre è lasciar respirare alla poesia l'essenza dell'autore senza forzature.

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  4. Antonio Lettera17 novembre 2012 11:58

    Tradurre è un gesto di appartenenza e di alterazione. E' risentire ma in modalità diverse. Bella la tua traduzione, evanescente ed evocativa, musicale come lo spirito "decadente" di Verlaine. Nello stesso tempo personale, cadenzata sulla linea del tuo sentire..GRAZIE ANTONIO...UN ABBRACCIO

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  5. Grazie Antonio

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  6. Mary Sunday Win17 novembre 2012 12:01

    La penna della tua "anima"..ti rappresenta radiosamente,dalla scelta decisa sensibilmente nel tradurla ,facendola intensamente " tua"… lusingata di avermela presentata! Grazie Antonio!

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  7. Rosamaria Francucci17 novembre 2012 12:02

    grazie di cuore!

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  8. Angela Scaglione17 novembre 2012 12:03


    Molto bella, grazie.

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  9. Antonio Ciminiera17 novembre 2012 12:04

    Fra tutte le traduzioni che ho avuto occasione di leggere di questa poesia di Paul Verlaine (alcune delle quali a dir poco indegne) devo dire, mio caro Antonio, con estrema franchezza, che questa tua è di gran lunga la più "poetica", molto distante da quelle traduzione prettamente letterarie che ci hanno propinato sino ad ora. Non ho notato grossi sconvolgimenti dei significati, ma bensì una maggiore armonizzazione del verso, associato a un uso molto più appropriato dei termini, questo naturalmente, reso possibile grazie alla tua straordinaria sensibilità e anche al fatto che tu stesso sei poeta d'indiscusso valore. Verlaine ne sarebbe stato fiero.

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  10. Antonella Santoro17 novembre 2012 12:11

    Mirabile, vorrei spendere due degne parole sul Traduttore: conosco bene Verlaine e ho letto molte traduzioni delle sue poesie... bene; questa è una poesia in italiano di Verlaine; significa che il poeta francese, se fosse stato in grado di poetare in italiano, avrebbe scritto i suoi versi come Antonio ha fatto, persona che conosce la lingua francese. Ho una stima tale di te e ti ho apprezzato anche perchè conosco le difficoltà di coloro che cercano di rendere una lingua in un'altra. Ecco che noi insegnanti di una lingua straniera, per ragioni didattiche, onde far conoscere le varie parti del discorso agli allievi, il più delle volte incappiamo in traduzioni letterali...

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  11. Marcello Lualdi17 novembre 2012 12:13

    anch'io pur essendo incolto ed impreparato ho sempre pensato che tradurre una poesia fosse una cosa molto tosta per dargli la giusta sonorità d'origine...ma dopo Mario Rigli che traduce anche liriche di Munir Mezyed oggi ho imparato che Antonio Ragone non gli è da meno... come ho imparato che in poesia la semplicità sentita vale molto di più di ogni ricercata parola

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  12. Nurimar Maria Falci17 novembre 2012 12:15


    Bella poesia e bella la foto: l´autumno è per me la piu bella anche se io vivo in Brasile.

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  13. Immagino l'anima tua che accoglie il senso poetico di Paul Verlaine ed è subito comunione di quel sentire, di quell'avvertire malinconia che meglio sublima concetti interiori!!! Carissimo Antonio Ragone tu ne sei relatore assoluto insieme alla tua anima! Grazie del post... li aspettavo da te!!! Ciaooo e grazie per tutto

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  14. Grazie Antonio Ragone, imparare sempre più é la sfida, grazie mille volte per la traduzione bellissima che hai fatto di Verlaine. Sei grande d'anima e come poeta. ***

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  15. Da sempre si è discusso sulla complessità della traduzione poetica. La poesia, oltre che parole, contiene elementi originari importanti, come il sentimento, lo stato d’animo, il ritmo, che ovviamente sono intraducibili. Allora il traduttore si trova di fronte a due scelte: tradurre la poesia letteralmente, o rielaborarla dopo essersene ben nutrito al meglio dell’originale, per poi trasportarla nella nostra lingua. Nel primo caso ci troveremmo di fronte ad una poesia che più tale non è, essendo venuto a mancare ritmo, assonanze, dissonanze, ci troveremmo di fronte ad una poesia diventata prosa, ma soprattutto senza più anima. È chiaro che, per me, solo nella seconda soluzione la poesia può rimaner tale, dove, pur senza stravolgere il pensiero dell’autore, si riesce a mantenere, fin dove è possibile l’atmosfera poetica originaria; è chiaro che allora il traduttore dovrà fare la sua parte, dovrà metterci di suo. Avevo ben inteso il pensiero di Antonella, insegnante di francese, che ha voluto davvero lusingarmi con il suo commento. Grazie a tutte le amiche e gli amici per la loro preziosa presenza.

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  16. La precarietà dell vivere,la malinconia ed il languore decadente che respirano nella poesia di Verlaine risaltano con ritmi incisivi,punteggiati dalla tua acuta sensibilità....Grazie di cuore,Antonio

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  17. Non conosco il francese per cui non posso esprimere un giudizio sulla traduzione. Alla luce di quanto leggo dai commenti e confrontando il testo con altre TRADUZIONI posso solo dire che nulla è stato tolto nè distorto, e ringranzio Antonio per avermi fatto rivisitare questa poesia così struggente. La prima strofa del poema Canzone d'autunno è stata utilizzata da Radio Londra per comunicare alla resistenza l'imminente avvio dello sbarco in Normandia, durante la Seconda guerra mondiale. Grazie del tag, carissimo Antonio Ragone

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  18. Gaetano Fraioli17 novembre 2012 12:36

    Molto bella la tua premessa relativa allo scrivere con la penna dell'anima. Bello (ed originale nella traduzione) il passaggio "...D’inquietudine pregno e affranto, quando l’ora mi colpisce, riaffiorano antichi giorni...".
    Grazie Antonio. Un caro saluto a te ed ai tuoi cari.

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  19. Mariaconcetta Lo Re17 novembre 2012 12:36

    Il frusciare delle Parole
    scava ed esalta i r_umori
    tra le pieghe dei pensieri

    Poi un soffice tormento
    si con_fonde sull’orma inquieta
    che cammina l’Attimo eterno

    un istante
    poi ancora Oltre l’Oltre
    per incidere l’appartenenza.

    Tu Antonio hai aggiunto il tuo tocco Poeta e hai reso la lirica, la mia lirica, quella che tocca le mie corde nascoste.
    Tu sei Poeta nell’anima prima che nella penna.
    Splendido Antonio a Te la mia carezza

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  20. Gian Maurizio Crivello17 novembre 2012 12:38

    Molto bella. Mi permetto, Antonio Ragone di paragonarti ad un attore, ma di quelli tra i grandissimi, calato perfettamente nel personaggio che interpreta. Grazie...

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  21. Leopoldo Costabile17 novembre 2012 12:38

    Tradurre efficacemente una poesia è come riscriverla; giacchè in poesia ogni parola è il sintomo di un segreto che rimane intatto, lo indica senza svelarlo. Scopre l'eco e non la cifra delle cose, ed in tale sua funzione affina la sua semantica a tal punto da rendere evanescente la sua radice. Sicchè trovare, in questa dimensione, la sua corrispondenza in altra lingua è un compito assai arduo, se il traduttore non si appropria dello spirito dell 'Autore.
    E questo è molto più che una interpretazione, perchè la interpretazione consente la libertà dell'interprete, che invece è impedita a chi traduce, perchè a questi deve imporsi la sola prospettiva di chi l'ha scritta.
    Ecco perchè è altamente meritoria questa Tua impresa, caro Antonio Ragone. Ci voleva un altro poeta e Tu hai ampiamente onorato questa necessità in ragione del Tuo talento.
    Grazie di questo dono che ci hai fatto.

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  22. UN'IMMAGINE quella dell'autunno malinconica.. attraverso i suoi profumi.. caldi colori che ci riporta ai ns ricordi più cari!! Custodite gelosamente.. nelle ns memorie!! Ci accompagnano lungo il cammino della ns esistenza..! Inevitabilmente!!!.............."D’inquietudine pregno
    e affranto, quando
    l’ora mi colpisce,
    riaffiorano
    antichi giorni
    e piango".....................!!! Grazie della tua attenzione carissimo Antonio Ragone!! Splendida premessa la tua..! Parole semplici che.. rimangono impresse dentro.. attraverso la "penna dell'anima".. come scrivi tu!! Nel cercare di capire il profondo significato delle parole.. dei suoi contenuti e messaggi con la ns capacità di "unirci" con tutte le cose che circondano e appartengono all'essere!!!... Un caro saluto e.. una felice giornata!

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  23. Antonio..grazie per la tua delicata scelta...Verlaine e' uno dei miei Poeti preferiti......abbraccissimo caro

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  24. Adriana Scanferla17 novembre 2012 12:40

    A me sembra ottima. Credo che anche nella traduzione avvenga quell'interpretazione personale della Poesia che affascina il lettore. Grazie Antonio!

    Chanson d'automne.

    Les sanglots longs
    Des violons
    De l'automne
    Blessent mon coeur
    D'une langueur
    Monotone.

    Tout suffocant
    Et blême, quand
    Sonne l'heure,
    Je me souviens
    Des jours anciens
    Et je pleure,

    Et je m'en vais
    Au vent mauvais
    Qui m'emporte
    Deçà, delà,
    Pareil à la
    Feuille morte.

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  25. Gian Maurizio Crivello18 novembre 2012 09:35

    Come un attore, ma di quelli tra i grandissimi, calato perfettamente nel personaggio che interpreta, così Antonio Ragone traduce questa famosa poesia di Paul Verlaine.

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  26. Una poesia che tocca il cuore

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  27. Anche se non ricordavo perfettamente questa poesia di Paul Verlaine,rimango ugualmente estasiata di fronte alla corrispondente traduzione magistralmente operata da Antonio.
    Nelle liriche di Verlaine, questo grande poeta decadente, vengono sempre evidenziate le ebbrezze che nascono dallo smarrimento in abissi insondabili e cupi dell'essere.

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  28. Antonio carissimo ritrovo qui la tua traduzione dell'opera di Verlaine e ne sono felice poiché è sintonia di versi per uno stato dell'anima che conosco appieno... E infatti quel tempo che accomuna età in pensieri che raccontano per lo più interiorità malinconica...inesorabile viaggio nel tempo che guarda indietro e raramente avanti! Come già ebbi modo di scrivere la tua eccellente traduzione è comunicazione perfetta da un anima all'altra della vita inesorabilmente in declino! Ti abbraccio Antonio e graziee d'essere qui!

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  29. rosaria magnisi21 novembre 2012 15:00


    Molto bella.... grazieeeee

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  30. Antonio, un carissimo saluto...

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  31. Piero Lo Iacono28 novembre 2012 11:52

    grande Verlaine, e buona la tua traduzione Antonio, merci

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