25 maggio 2013

ALFONSO GATTO, DALLA NOSTRA CASA SI VEDEVA IL MARE.



Dalla nostra casa si vedeva il mare, nel golfo 
delle montagne.
Il paese saliva con le sue scale verdi, tra gli
alberi rugginosi e incatenati, ad un gran
terrapieno a picco sulla valle. Lievito d’acque,
a sera, tra le canne ed il fogliame: odore d’erba,
aspro e rapido nel vento.
A petto largo si fiutava lo spazio come un
mare. Si capitava così nella notte: gli uomini
lenti appendevano i lumi alle case, ed il
paese rimaneva approdato ai banchi umidi.
Letto di ferro: nella stanza nuda, odore di
sorbe. Travi grosse al soffitto, dal balcone
aperto il vasto soffio della terra. Intirizzivo
nella mia carne, dormivo ridente ed intero.
 

Alfonso Gatto

4 commenti:

  1. Mariaconcetta Lo Re25 maggio 2013 05:21

    Leggendo si alza forte e prorompente
    l’odore d’acqua e odor di terra.
    Si è lì, con Alfonso a camminare forme, colori, odori ,all’infinito,
    camminare la magia che evocano le parole e sentirsi………….. Interi.

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  2. Agnese Di Venanzio25 maggio 2013 05:22

    Grazie Antonio , come vorrei risentire quegli
    odori di case, ove la povertà era RICCHEZZA . Un bacio

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  3. Antonio caro, queste parole di Alfonso Gatto, bellessime, so che ti riportano la tua terra e il tuo mare. Un abbraccio forte, a presto.

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  4. Le parole di Alfonso Gatto sono intrise di malinconia,di un forte rimpianto per la propria terra e per il proprio mare,così come accade anche per te,caro Antonio,quando nei tuoi versi esprimi tutto il tuo rimpianto per la tua bella Vietri.

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