28 maggio 2014

ISHMAEL E MOBY DICK.


Come tutti quelli che sono nati in riva al mare,
Ishmael vuole navigare e conoscere il mondo,
che altro non è che la ricerca e la spiegazione del mistero.
Andare oltre, sempre, a caccia di balene, in un ambiente fosco e minaccioso.
Moby Dick è questo mistero che non sarà risolto,
e sarà tempo solo di ripartire, ancora,
non si sa per dove, ma partire.


© Antonio Ragone

6 commenti:

  1. Mariella Mulas28 maggio 2014 10:44

    Ah Antonio,,,, sentire in sé la voglia di partire,
    ripartire nonostante le difficoltà è il senso del proprio coraggio
    interiore!!! Grazie per il tuo appunto come metafora di vita!!! Fatti
    abbracciare teneramente! Ciaooo!

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  2. Mariaconcetta Lo Re28 maggio 2014 10:45

    E’ il viaggio e non la mèta che affascina
    seduce
    ammalia.
    Vai Ismaele e se le digressioni della vita ti porteranno distante,
    troverai la rotta amica nel Mare di Deserto del tuo vagabondare.

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  3. Antonio,grazie

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  4. Sabrina Lagoteta28 maggio 2014 10:46

    Partire...è sempre un pò rinascere, lasciarsi
    alle spalle qualcosa x ricominciare, immaginando che un nuovo
    orizzonte renderá diverso e magari migliore anche te.

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  5. la sfida all'ignoto

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  6. Versi sereni e prosaici nei toni; ma con evocazioni iconiche dalle forti connotazioni simbolistiche.
    Ismaele, figlio allontanato dalla casa paterna, che si affida al mare, mezzo di conoscenza.
    Lo stesso mare che fa del Capitano Achab (altro nome biblico) "terra" di sfide interiori e lotte tra il "suo" Bene e il "suo" Male.
    E poi c'è lui, il viaggio, l'eterno andare: condizione e stato dell'animo, con tutto il bagaglio di significazioni e significatività...
    Buona giornata. Alla prossima.

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