UNA NUOVA RIGENERAZIONE DELL’UMANITÀ.


C’è esigenza di seminare perché nuovi germogli crescano in un nuovo campo da dove inizia forte una nuova rigenerazione dell’umanità. Oh, come sento che questa fase sta terminando, non ha più nulla da offrirci se non l’esilio, la desertificazione dei cuori, induriti per assenza di acqua sincera, le umiliazione e le offese, i sentimenti non sanno più dove trovar dimora. Ora, ora è tempo di intonare nuovi canti che arrivino fino ad altri luoghi seppure indefinibili, ma riconducibili ad una nuova era, che inizi dal suo punto originario, non rinnovata, ma rigenerata limpida e pulita. Questo impone l’amore che ancora un poco in cuore di qualche umano esiste e resiste, e da qui far sgorgare acqua da una sorgente pura che irrighi campi che dobbiamo arare. È faticoso, ma ogni nuova conquista vuole fatica e sudore. Ma sarà bello, dopo, sarà rinascita. 

AMICIZIA È POCO MENO CHE AMORE.




AMICIZIA È POCO MENO CHE AMORE

Amicizia è poco meno che amore
Nel senso di voler bene
Un amico se dice “ti voglio bene”
Significa “voglio il tuo bene”.

Grande è l’amicizia
Legame senza fine.

Eppure finisce
Fragile umanità
quando non serve più
Come ogni cosa
Come appassisce una rosa.

Se interesse, gelosia
Esclusivismo o invidia l’insidiano
Allora no, pardon, era un’altra cosa.


AGNESE DI VENANZIO, OGNI MATTINO A PRIMAVERA.



Carissimo Antonio,

facendo ordine tra i miei quaderni... ho scelto per te questa poesia, da " Poesie a Chiara" ... spero  venga a portarti gioia.
Ieri uscendo di casa ho veduto, nel piccolo parco qui sotto casa mia, il primo prunus in fiore, piccoli boccioli ancora molto incerti ad aprirsi completamente. 
Una nota gentile é venuta a ricordare che tutto rinasce, anche i passeretti dopo il freddo inverno, son venuti a beccare le briciole di biscotto che regolarmente le metto là, sul piccolo balcone.
A volte mi chiedo... saranno gli stessi passeri della scorsa primavera?...sarà il padre, o la madre che fa ricognizione per poi portar con sé anche i suoi piccoli?
Quante domande in una manciata di felicità!

Una buona giornata in attesa che la primavera esplodi.

Agnese.


Ogni mattino a primavera

Sul davanzale della finestrella,
viene una rondinella

con il suo garrire
par venga a dire,

non esser così mesta
non senti aria di festa ?…

i mandorli son in fiore
ne emana  già l’odore

i prati verdeggianti
di colori smaglianti.

Sul davanzale della finestrella
questo mi dice la saggia rondinella.

Agnese Di Venanzio

QUI SU UNO SCOGLIO ASSISO.



È gelido il vento ad ogni alba  
Qui su uno scoglio assiso
Ho già sciolto gli ormeggi  
Prenderò le mie poche cose  
E navigherò lontano…

©Antonio Ragone

L’ULTIMA POESIA, RACCONTO.



Durante una delle mie tante escursioni sopra i monti, tra alcuni cespugli di more, mentre una continua pioggerella mi bagnava, notai un piccolo pezzo di carta d'un quaderno a quadretti.
Qualcuno penserà alla banalità di quel mio ritrovamento e ancor più all'interesse che subito mostrai di avere nei suoi riguardi; ma l'istinto - quell'istinto proprio dei poeti - mi spinse a raccogliere quel foglietto.
Il tempo e gli elementi avevano ormai fatto su di esso un profondo lavoro di usura, perciò delle frasi scritte - almeno in una quindicina di righe - se ne potevano riuscire a leggere sì e no le ultime due.
Misi con cura il foglietto in tasca, poteva facilmente sbriciolarsi bagnato com'era, mentre dall'altra parte degli alberi intesi belati di pecore e la voce maestosa del pastore. Il quale, appena mi vide, mi salutò, e io notai dentro il saluto una domanda di stupore alla quale risposi allargando le braccia.
Si fermò con me alcuni minuti, mentre le pecore si stringevano l'una all'altra. (continua a leggere)

È UN MONDO IN BIANCO E NERO.



E come chiedere ai poeti di cantare con parole di conforto o di speranza in un mondo dove tutto s’è perduto? Il poeta non è unguento che risana le ferite, né può gridare al mondo una gioia che non esiste. Ah, il turbamento, questo sentimento assillante che fa star male mente e cuore e i poeti attanaglia in un ginepraio di confusioni. Io osservo l’atmosfera suggestiva e tragica di questo mondo e la sento mia, perché così d’intorno io vedo il disordine che mi circonda, la disperata ricerca d’un varco che al mistero s’apra. Cercare, cercare e non trovare; chiedersi perché, perché e non sapere; ci fa vivere in un ambiente surreale e senza sbocchi come questo mondo in bianco e nero, senza più colori, avvolto nell’ombra dell’Assenza. Oggi è il pensiero che è malato d’un virus che gli si rivolta contro, l’uomo s’è infettato da sé. Solo amici di sentimenti sono balsamo che acquieta il bruciore delle ferite.

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