Quand’io ascolto musica classica o lirica, mi adagio sulla poltrona e chiudo gli occhi, e la musica mi fa salire in alto, mi trascina, mi porta con sé nel mondo supremo delle emozioni, mi regala calde percezioni d’una vita che non è quella che siamo costretti a vivere. Allora recupero linfa vitale, vedo il mio mondo molto più in là delle miserie umane e dei suoi sentimenti contradditori. Vivo una vita fuori dalla vita di tutti i giorni.
S’avvicina la festa del Natale, la festa dell’intimità, della riflessione. Quanti ricordi riaffiorano dall’infanzia, che rileggo ammirando i presepi e i pastori napoletani.
Ma forse non tutto è più come quel tempo, e come mi dispiace prender atto che proprio a Napoli, nella terra dei presepi tradizionali, taluni artigiani costruiscono pastori con visi di protagonisti presi dall’attualità in tutti i campi, dalla politica alla triste cronaca, rendendo un autentico oltraggio alla vera arte presepizia, distruggendo quella poca suggestione che è rimasto del capolavoro dell’animo che è il presepe.
È mio desiderio lanciare, da questo mio modesto blog, un caloroso appello a questi produttori di “statuine” che nulla hanno a che fare con la festa del Natale e del presepe: fermatevi, vi prego, che non si riduca il presepe ad un’affannosa carnevalata.
Cerchiamo, invece, di conservarne intatta la poesia.
S’avvicina la festa del Natale, la festa dell’intimità, della riflessione. Quanti ricordi riaffiorano dall’infanzia, che rileggo ammirando i presepi e i pastori napoletani.
Ma forse non tutto è più come quel tempo, e come mi dispiace prender atto che proprio a Napoli, nella terra dei presepi tradizionali, taluni artigiani costruiscono pastori con visi di protagonisti presi dall’attualità in tutti i campi, dalla politica alla triste cronaca, rendendo un autentico oltraggio alla vera arte presepizia, distruggendo quella poca suggestione che è rimasto del capolavoro dell’animo che è il presepe.
È mio desiderio lanciare, da questo mio modesto blog, un caloroso appello a questi produttori di “statuine” che nulla hanno a che fare con la festa del Natale e del presepe: fermatevi, vi prego, che non si riduca il presepe ad un’affannosa carnevalata.
Cerchiamo, invece, di conservarne intatta la poesia.
Antonio Ragone


