9 giugno 2010

ANTONIO RAGONE: EMOZIONI, COME L’ISOLA DI CAPRI STRAPPATA ALLA COSTIERA AMALFITANA

Anche mirando a volte paesaggi cari ed esserne catturati con doloroso fascino, può capitare che un alternarsi inquieto d’emozioni scuota l’animo peraltro giammai sopito. Allora avviene come un distacco d’emozioni da noi stessi che vanno a rifugiarsi altrove: forse chissà sul mare, ora in bonaccia ora in burrasca. Allora mi torna alla mente come l’isola di Capri, millenni or sono, appartenesse geomorfologicamente alla costiera amalfitana: l’isola, infatti, fu strappata alla costa, com’era inizialmente attaccata, da violenti terremoti e secolari movimenti bradisismici. Ora Capri dista dalla costa amalfitana appena cinque chilometri di mare.

E così le nostre emozioni che si alternano e s’inquietano nell’animo con fragoroso silenzio, e quindi di certo più tormentose, strappano invero un po’ di noi stessi e vanno a formare, chissà, aspre isole forse vicine, forse lontane.

Quando scrissi queste due poesie che vi propongo, avvenne in me qualcosa di simile: forse adesso saranno due isole accovacciate non so dove sull’immenso mare della vita.


IMMEMORI

Queste nostre città devastate dalla solitudine
insinuata tra la folla distratta e indifferente
ai richiami di cuori immemori di storia
consuma la fretta i nostri passi che si perdono
tra le vie ormai senza più nome assenti itinerari
la notte la notte fontane tristi piangono
al buio nascoste nascoste imbarazzate
le loro lacrime d’acqua gocce di pianto
cani randagi timorosi si dissetano
tra lo straziante estro di gatte in amore
che piangono una bramosia di vivere
uomini uomini sospesi pochi sfiorano il cielo
tra terra e aria e mare il mare come quello lontano
quando appariva al di là d’una nave sconsolata
che lasciava il porto per altri porti lontani lontani
sullo sfondo dell’ultima parte del mare
un rosso tramonto colorato col sangue dei poeti.


AMAREZZE INCOMPIUTE


Amarezze anch’esse incompiute
dimorano nei meandri del mistero
eppure l’amore un poco esiste
che resiste alle intemperie umane.
È questa incomprensibile dissonanza
che lacera i rapporti e ti fa solo
chiuso in un tormento che ti schianta
sotto il peso dell’indefinibile.
E sono stanco, come una barca abbandonata
all’onde, sogno un prono riposo sulla rena.


Antonio Ragone (Da "I passi sul sentiero sconosciuto - verso marine sponde - Giovane Holden Edizioni 2010)

1 commento:

  1. Poesie molte belle, riflettono i giorni nostri schiantati sotto il peso dell'indifferenza e della solitudine, non c'è più solidarietà. Bello unire queste due poesie al distacco nei tempi remoti dell'isola di Capri alla terra della costiera amalfitana.

    RispondiElimina

Se vuoi esprimere un tuo commento, lascia un messaggio possibilmente non anonimo. Grazie.

Google+ Badge