3 maggio 2011

UN RITORNO NEI LUOGHI DEL MIO TEMPO.

È un paio di anni che non rivedo i miei luoghi, quando vi farò ritorno - lo desidero al più presto - andrò alla mia vecchia casa paterna che ora non c’è più, un grande e lussuoso albergo s’erge da anni al suo posto su quella solida roccia calcarea che scende fino al mare. Quante volte l’ho percorsa! Starò li fermo per un tempo indefinito - sempre indefinito e insensibile è il suo scorrere - chi può contarlo? Forse vedrò al vento ondeggiare le foglie degli alberi del fico e del limone, il vecchio melograno coi suoi frutti rossi. Avrò racchiuse nelle mie mani le ghiande raccolte ai piedi delle querce. Resterò a fissare il mare, il mare di quel tempo, anch’egli trascorre la sua vita e so che nella lunga attesa non è più lo stesso. Vedrò nella casa i vecchi oggetti, le stanze e i loro silenzi che lasciammo incustoditi quel giorno che andammo via. Tutto mi condurrà in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso paesaggi e persone, vive rimembranze di storie e di sguardi. Mia madre, volto triste di donna costiera, introversa e taciturna, ci raccontava con scarne parole fatti lontani accaduti nella sua infanzia, i suoi racconti avevano quasi sempre come protagoniste figure femminili della sua terra rivissute poi nella nostra vita, divenute così creature indimenticabili. Tutti i suoi ricordi introducevano i suoi figli in un universo colmo di mistero, donna capace di donarsi e amare in silenzio, e in silenzio sopportare le preoccupazioni per il nostro futuro. Ho sempre pensato, che nonostante la sua apparente fragilità, era una donna coraggiosa e determinata, protetta nel cerchio dei veri valori della vita. Ogni volta che mi sento sfiancato e scoraggiato, è così dolce avere la consapevolezza che questi ricordi ancora esistono, vivono per sostenerci, per aiutarci in silenzio a cancellare la stanchezza dell'anima.


TEMPO INSENSIBILE

Trascorre il mare intanto e odo
il cruento fragore delle romite
onde infrangersi sugli insensibili scogli
e solversi in schiumosa vacuità di vento.

Che di mire lucenti nei tempi
dell’attesa, l’orizzonte così
vivo, vicino, raggiungibile,
appariva pregno.

Antonio Ragone (Da “L’isola nascosta” Edizioni Akkuaria 2007)

5 commenti:

  1. matteo de angelis3 maggio 2011 16:06

    ti voglio bene, solo questo riesco a dire. Un abbraccio

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  2. mi sono commossa a leggere quanto hai scritto..
    Sai dare un'intensità alle emozioni che arriva a chi ti legge. un abbraccio.

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  3. anna teresa salsano5 maggio 2011 09:08

    tonino stamattina mi hai fatto piangere , mi sn emozionata tanto ti voglio bene

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  4. Carissimo Antonio, ciò che scrivi e le tue poesie, io lo contemplo, non posso farne a meno, sono immagini che mi scivolano dentro gli occhi e passando dall'orecchio attento, s'insinuano per restare impresse nella mente, sempre una grande emozione leggerti.
    A presto Tiziana

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  5. Tiziana carissima, grazie per le tue belle parole, ne sono felice. Condividere la Poesia con una poetessa come te, delicata e bravissima, non può che farmi tanto piacere.
    Sì, a presto, Antonio.

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