14 gennaio 2013

L’ULTIMA POESIA, RACCONTO.



Durante una delle mie tante escursioni sopra i monti, tra alcuni cespugli di more, mentre una continua pioggerella mi bagnava, notai un piccolo pezzo di carta d'un quaderno a quadretti.
Qualcuno penserà alla banalità di quel mio ritrovamento e ancor più all'interesse che subito mostrai di avere nei suoi riguardi; ma l'istinto - quell'istinto proprio dei poeti - mi spinse a raccogliere quel foglietto.
Il tempo e gli elementi avevano ormai fatto su di esso un profondo lavoro di usura, perciò delle frasi scritte - almeno in una quindicina di righe - se ne potevano riuscire a leggere sì e no le ultime due.
Misi con cura il foglietto in tasca, poteva facilmente sbriciolarsi bagnato com'era, mentre dall'altra parte degli alberi intesi belati di pecore e la voce maestosa del pastore. Il quale, appena mi vide, mi salutò, e io notai dentro il saluto una domanda di stupore alla quale risposi allargando le braccia.
Si fermò con me alcuni minuti, mentre le pecore si stringevano l'una all'altra. (continua a leggere)

5 commenti:

  1. Mariella Mulas14 gennaio 2013 16:00


    Ah Antonio che magia questo racconto che di per se stesso è già poesia di interiore pensiero... Sì, poesia che ha il suo significato eterno là dove l'anima del poeta riversa il suo sublime spirito, che resta magico anche in una chiusa di un sentire espresso, e che tu hai magistralmente reso reale, palpitante nel tuo sviluppo di racconto! Favoloso caro Antonio...favoloso leggerti! Grazie...Buona giornata!

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  2. Agnese Di Venanzio14 gennaio 2013 16:08

    Bello e commovente il tuo racconto ( di vera esperienza vissuta ) , Ho pensato che l'angelo della morte ha rapito quel poeta e l'angelo poeta in vita dagli occhi azzurri ha raccolto quei testi
    poetici ,scritti su un semplice foglio a quadretti ..... Come vedi la poesia resta , continua a vivere per NON
    MORIRE MAI . Un abbraccio ed un grazie .

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  3. Molto suggestivo, se vogliamo pensare a certe situazioni che si creano non per coincidenza
    ma perchè certe energie vengono rilasciate nei luoghi ove poi persone capaci di captarle sono come
    telecomandate e le raccolgono per tirarne fuori l'espressività dei messaggi in esse contenute. Mistero e stupore
    si mischiano nel commosso che apre un varco di speranza.

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  4. Stupendo racconto che suscita il piacere di leggerlo ancora una volta. Grande! Complimenti
    Antonio Ragone!

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  5. Mariaconcetta Lo Re14 gennaio 2013 18:19

    La tenerezza abita le tue parole e l’eleganza le connota.
    Ad un Poeta che scrive come te si può solo dire di continuare incessante_mente a fluttuare tra terra e cielo, senza fermarsi mai.

    Mariaconcetta

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