7 gennaio 2011

DUE POESIE SUL PRIMO MESE DELL’ANNO, GENNAIO: DI RENZO PEZZANI E ALESSANDRO PARRONCHI.


GENNAIO

Cerchi il fuoco e porti in dosso
umor nero, vento e gelo;
col tuo sguardo incanti il fosso,
col tuo fiato appanni il cielo.
Per il freddo che tu porti
prati e boschi sembran morti,
ma di sotto la tua neve
vita nuova il grano beve.

Renzo Pezzani



GENNAIO

Fiochi albori rasentano la strada,
rigido è il biancospino ai tetti ameni
delle ville deserte, un'eco solo
della lor vita rompono i latrati
la pace della notte: ecco, una lampada,
che nessuno ha sospeso, arde, scintilla
a un ignoto balcone.
E dai palazzi strascica nel lume
di luna una lontana
brigata, un soffio di scirocco porta
rumore di fontane
da una valle scoscesa tra gli ulivi.
Frammenti di bei giorni illuminati
e di prati portati via dal vento
risorgono indecisi. Sarà giorno...
Altre luci più rosa già al crepuscolo
son prossime, a me care
anime nel fruscio
degli alberi sorridono in segreto.

Alessandro Parronchi


(Renzo Pezzani e Alessandro Parronchi, due grandi poeti del  Novecento, due modi differenti e sublimi di far poesia: vorrò approfondire entrambi nei prossimi post).

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