2 ottobre 2009

ADRIANA PASSARI (ondadigrano): LA TERRA DEI PADRI

Qualche giorno fa sono tornata di nuovo nel mio paese tra i monti dove ho fatto qualche passeggiata nei luoghi che mi hanno visto crescere. La natura è ancora tutto sommato ben conservata, e così, mentre godevo i colori e la luce di un settembre ancora caldo, pensavo a quel qualcosa in più, di profondo, di forte, che hanno i nostri luoghi d’origine, rispetto a qualsiasi altro paesaggio anche più affascinante. Mi sono riaffiorate le parole di Omero, che parlando di Ulisse, e del suo ritorno, usa spessissimo l’espressione “tornare alla Terra dei Padri”… ecco… proprio di questo volevo dire… la forza della terra dei padri (o delle madri… non cambia). Così , dopo la poesia dedicata ad un padre, al suo amore tenero, mi sembra una buona occasione postare queste righe…

Per me è stato comprendere a pieno, con il cuore, quanto era bello camminare in luoghi che avevano visto mio padre… mia madre, la loro storia, la loro fatica, sentire le mie radici intrecciate all’energia di terre e l persone… Questo può farci sentire meno soli… può far sentire una presenza importante dietro le nostre spalle… dare il senso della continuità.

E sono ancora più vive allora le parole di Caproni, che siede sulla pietra, e non è solo, o le parole di Lucia che dà addio ai suoi monti “noti allo sguardo … non meno dell’aspetto dei familiari”…

Finora il denominatore comune dei post mi sembra sia stato il senso della vita. Ma anche le memorie hanno avuto ampio spazio nella letteratura. Vorrei quindi proporre qualcosa di più mirato invitando chi ci legge a postare poesie… (sia proprie ma anche di autori più o meno noti) della memoria della terra che in fondo rimane sempre nella ricerca di senso della vita. Un grazie a chi vorrà dare il suo contributo.

Adriana

(La foto"Semina, ovvero la fecondazione" è di Aldo Fallai)

2 commenti:

  1. La vita è proprio strana. Poco più di dieci anni fa sono andato via dal mio paesino in provincia di Potenza con ambiziosi obiettivi, caduti impietosamente già quando mi sono scontrato con la novità universitaria. Andai via dalla mia terra proprio per il disappunto che avevo nei suoi confronti, ho cercato il mondo, sperando che altrove fosse migliore. Per anni non ho mai avvertito il bisogno di rivedere i miei luoghi, ma ora le cose sono cambiate. da quando mio padre non c'è più e mia madre è rimasta sola con mia sorella. Sono sceso giù molto di rado e sono ormai due anni che manco dal mio paese, sento il bisogno di andare a stare un po’ in quei luoghi, dove sono nato, cresciuto, e in fondo sono diventato uomo, ora voglio ritornare a trovare le mie origini, incontrare qualche vecchio amico. Ci sono persone che forse non ci saranno più, e molte cose saranno cambiate, ma io penso che il paese natale, quello “dei padri e delle madri” è sempre dentro di noi.

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  2. ..."è sempre dentro di noi" e ne abbiamo bisogno sempre più man mano che gli anni avanzano e ci rendiamo conto che c'è una stagione del cercare fuori, oltre, e una stagione del "ritrovare"in noi.Grazie per la tua testimonianza.

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