13 febbraio 2010

ANTONIO RAGONE: OMAGGIO ALLA POETESSA ANTONIA POZZI



Ricorre oggi il 98° anniversario della nascita della poetessa Antonia Pozzi.


Antonia Pozzi nacque a Milano il 13 febbraio 1912 e morì suicida nella stessa città il 3 dicembre 1938, all’età di soli 26 anni. Vive i suoi anni attraversandoli con la sua sensibilità morale e l’attitudine sentimentale verso tutte le forme di attività artistica. Viaggiò molto, scrisse molte poesie, insegnò negli ultimi tempi, una donna insomma che viveva la sua vita con apparente normalità. Ma cos’è la normalità? Forse è sempre solo apparente? È attratta dall’amore per l’arte, la fotografia, la cultura e la poesia, s’impegna nel sociale a favore dei poveri. La sua estrema sensibilità lesse tutte queste cose negli occhi “dall’aria triste” del suo professore al liceo di greco e latino, Antonio Maria Cervi, del quale presto s’innamora soprattutto per i suoi ideali, la sua profonda cultura e la sua moralità. Antonia Pozzi ne rimase dapprima affascinata, poi ci fu l’amore che incontrò l’ostacolo paterno. Numerosi, quindi, i suoi interessi artistici e culturale, ma, in realtà Antonia Pozzi vive dentro di sé un persistente dramma esistenziale, che nessuna attività riesce a quietare. L’assenza di una fede, verso la quale Antonia, pur avendo uno spirito intensamente religioso, rimase sempre sulla soglia, contribuisce all’epilogo della sua breve vita: è il 3 dicembre del 1938.
“Triste orto abbandonato l’anima / si cinge di selvaggi siepi / di amori: / morire è questo / ricoprirsi di rovi / nati in noi”.

L’Opera di Antonia Pozzi possiede una profonda unità tematica e poetica, l’amore, la vita, la morte, l’invocazione religiosa, la maternità frustata, la stessa poesia, racchiusi nella cornice di purissimi scorci di paesaggio dominato dal cielo, o di delicatissimi notturni, che si immergono nel baratro di una tragedia individuale prima di potersi confrontare con la tragedia collettiva della guerra.
Nel 2009 è stato realizzato un film sulla sua vita e sulle sue opere dalla regista Marina Spada, passato “naturalmente” quasi inosservato. Vi propongo qui il trailer. (Antonio Ragone)

PREGHIERA ALLA POESIA
Oh, tu bene mi pesi
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu mio cuore,
ho rotto l’erba,
rovinata la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.
AMORE DI LONTANANZA
Ricordo che, quand'ero nella casa
della mia mamma, in mezzo alla pianura,
avevo una finestra che guardava
sui prati; in fondo, l'argine boscoso
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
c'era una striscia scura di colline.
Io allora non avevo visto il mare
che una sol volta, ma ne conservavo
un'aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l'orizzonte;
socchiudevo un po' gli occhi; accarezzavo
i contorni e i colori tra le ciglia:
e la striscia dei colli si spianava,
tremula, azzurra: a me pareva il mare
e mi piaceva più del mare vero.
Antonia Pozzi

4 commenti:

  1. È davvero triste e malinconica la vita e la poesia di Antonia Pozzi. Dispiace che non viene ricordata come dovrebbe… cercherò di vedere il film su di lei.

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  2. Belle e malinconiche queste poesie. Una poetessa che attraversato un piccolo squarcio del novecento letterario italiano lasciandoci delle cose davvero sublimi. Ricordo le parole della regista Marina Spada che ha realizzato il film su di le “POESIA CHE MI GUARDI”: «Vi porto nei luoghi di Antonia Pozzi.»

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  3. Grazie per i commenti. Sì, è davvero il caso di vedere il film di Marina Spada "POESIA CHE MI GUARDI"

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  4. Magnifica poetessa che ha pagato con la vita il suo tributo al dolore.
    Poco conosciuta sì, ma con la sua vulnerabile corazza ha tracciato un solco indelebile in chi di Poesia vive.


    Mariaconcetta

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