Un fanciullo s’affaccia alla finestra e vede il mare, tempi lontani. Il mare non lo scoprirà mai perché l’aveva subito conosciuto. Una sconfinata distesa d’acqua che gli dà subito il senso d’un infinito che non si può comprendere. È una sera di giugno, il mese di san Giovanni Battista, il santo patrono del paese. In cielo palpitano le stelle, ne sente i battiti seppur velate dalle nubi, e nel mare tremano le onde, sembra che un dialogo si svolga tra la terra e il cielo, giacché il fremito del mare risponde al richiamo delle stelle, il mormorio delle acque è come un sospiro, l’alito del vento come una voce. Il fanciullo getta un ponte che sovrasta il mare fin dove egli finisce, è l’orizzonte. L’orizzonte! Dove conduce? Non sa rispondere, preferisce fermarsi davanti al mistero delle cose, davanti all’ignoto che già lo tormenta profondamente.
LUOGO DEDICATO ALLA CULTURA LETTERATURA POESIA E AI GRANDI POETI DEL NOVECENTO
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Lasciati sempre attraversare dalle emozioni Antonio caro.
RispondiEliminaSolo così sentirai la voce della Vita.
Una carezza.
Mariaconcetta
Antonio, sempre ammiro i tuoi pensieri, le tue riflessioni profonde...
RispondiEliminaÈ oltre l’orizzonte la meta agognata.
RispondiEliminaMisteriosa e timorosa.
Grazie, Antonio.